Torna ad insorgere il coordinamento No Triv

E' necessario che i comuni interessati, Martinsicuro e San Benedetto, prendano provvedimenti per scongiurare la realizzazione a 27 chilometri a largo dei due centri costieri, nella concessione di estrazione di gas e petrolio B.C3.As. Lo afferma in una nota il coordinamento No Triv attraverso il portavoce Enrico Gagliano. La concessione in oggetto, che figura tre i sette decreti di Valutazione

Giovedì 15 Aprile 2021 - di Marzia Tassoni

MARTINSICURO

E' necessario che i comuni interessati, Martinsicuro e San Benedetto, prendano provvedimenti per scongiurare la realizzazione a 27 chilometri a largo dei due centri costieri, nella concessione di estrazione di gas e petrolio B.C3.As. Lo afferma in una nota il coordinamento No Triv attraverso il portavoce Enrico Gagliano. La concessione in oggetto, che figura tre i sette decreti di Valutazione di Impatto ambientale firmati dai ministri Cingolani e Franceschini, sarebbe scaduta il 7 luglio 2018 se non fosse stata prorogata automaticamente oltre la scadenza da una norma voluta dal Governo Monti. L'area individuata ospita 5 piattaforme marine, 10 pozzi produttivi non eroganti ed un pozzo da cui si estrae gas destinato alle centrali di trattamento di Pineto e Grottammare. La situazione potrebbe aggravarsi qualora, dopo il 30 settembre, dovessero sbloccarsi le autorizzazioni per ulteriori richieste, come quella della Spectrum Geo, in mare, e la “Corropoli” su terra ferma. Alcuni dei rischi legati alla ripresa delle attività estrattive sono stati evidenziati nelle osservazioni pervenute nel luglio del 2018 al vecchio Ministero dell’Ambiente da associazioni, privati cittadini ed enti locali, tra cui il Comune Martinsicuro. Rilascio di sostanze inquinanti in mare, verificarsi di eventi sismici indotti, subsidenza, contaminazione della vicina Area Marina Protetta del Piceno, sono solo alcuni dei nodi posti all'attenzione. « Resta comunque un dato di fondo - recita una nota del Coordinamento No Triv - l’inconciliabilità tra le attività legate all’estrazione di gas e petrolio, e la tutela di un territorio le cui bellezze costituiscono motivo di richiamo per i turisti italiani e stranieri. Inoltre, la notizia di una rilancio delle estrazioni di gas a così breve distanza dalla costa non sarà certamente apprezzata dai numerosi operatori economici già provati dalla crisi determinata dalla pandemia. I lavori di realizzazione del nuovo pozzo partiranno dopo che il Ministro dello Sviluppo Economico, Giorgetti, avrà firmato il decreto di autorizzazione. Tutto lascia pensare che ciò possa avvenire a stretto giro. Per questo - si legge ancora - è importante che i comuni interessati, le Province e le Regioni si organizzino velocemente per ricorrere al Tar contro il decreto Via in cui non mancano profili di illegittimità: quello più macroscopico è che sia stato acquisito il parere della Regione Marche ma non quello della Regione Abruzzo. Non c’è tempo da perdere in tentennamenti, lunghe mediazioni e decisioni sofferte. Il turismo e le attività economiche legate al territorio, già sfibrate dalla crisi determinata dal lock down, non hanno bisogno di essere ulteriormente penalizzate da attività con ricadute occupazionali quasi nulle e con cui sono del tutto incompatibili. Comuni, Provincie e Regioni decidano dunque da che parte stare: non è più tempo di tenere il piede in due scarpe » .