Via Stazio, Cavallari mantiene l’impegno: il tunnel non c’è più

Finalmente è finita: il tunnel di via Stazio in queste ore viene smantellato e lo storico quartiere di Santa Maria Bitetto torna, dopo anni e anni, a respirare la normalità strappata via dai ripetuti terremoti e dal rischio legato ad una parete del “Braga”, quindi del convento di San Giovanni, che affaccia proprio sulla via. C’è voluto l’impegno, ma anche la meticolosità, dell’assessore alla Protezione civile, Giovanni Cavallari, per riuscire a risolvere un problema lasciato per anni a galleggiare ripiegato su se stesso, con il tunnel a tenere

Mercoledì 14 Aprile 2021 - di Patrizia Lombardi

TERAMO

Finalmente è finita: il tunnel di via Stazio in queste ore viene smantellato e lo storico quartiere di Santa Maria Bitetto torna, dopo anni e anni, a respirare la normalità strappata via dai ripetuti terremote dal rischio legato ad una parete del “Braga”, quindi del convento di San Giovanni, che affaccia proprio sulla via. C’è voluto l’impegno, ma anche la meticolosità, dell’assessore alla Protezione civile, Giovanni Cavallari, per riuscire a risolvere un problema lasciato per anni a galleggiare ripiegato su se stesso, con il tunnel a tenere “in ostaggio” una porzione di residenti della via. Ieri mattina, dunque, l’avvio dell’intervento che ragionevolmente da qui ai prossimi giorni verrà completato per lasciare spazio ad un’altra serie di interventi in capo, stavolta, alla TeAm e all’assessore alle Manutenzioni, Valdo Di Bonaventura, per la pulizia generale una sistemazione del manto stradale, restituendo così la via al dovuto decoro urbano. «La parete del “Braga” - spiega Cavallari - è stata messa in sicurezza dall’interno attraverso un sistema di catene per impedirne la rotazione sulla via. La messa in sicurezza della parete comporta quindi, contestualmente, la possibilità di rimuovere il tunnel che, per cinque anni, aveva rappresentato una normalità anormale e questo, sia sotto il profilo igienico sanitario che di decoro urbano o più semplicemente di vivibilità, ha rappresentato un impedimento di non poco conto»Dunque via Stazio torna ad essere aperta al transito dei pedoni e a quello veicolare, esattamente come chiedevano da anni i residenti: una battaglia che proprio “La Città” aveva portato avanti insieme a loro, rialzando l’attenzione sul problema. Già, perché la segnalazione proposta sulle pagine del nostro giornale a proposito dell’imbarazzante tunnel appesantito da abbandoni di spazzatura ordinaria, aveva trovato subito una soluzione concreta con ripetuti interventi di pulizia dell’area, così come avevamo seguito poi, passo dopo passo, l’iter disegnato dall’assessore per spuntare una soluzione. Che è puntualmente arrivata e che va ora ad intrecciarsi con un’ altra criticità smussata ed è la recente messa in sicurezza del rudere di via Muzii. Un intervento - la realizzazione cinque anni fa del famigerato tunnel - che avrebbe dovuto essere temporaneo per lasciare poi spazio a un intervento di messa in sicurezza; intervento del quale c’era già anche il progetto ma che, nel trascorrere del tempo, non era stato effettuato. Cosa in cui invece oraincassato un doppio assenso dalla Protezione civile, si sta procedendoLa riapertura della via «è prevista ad horas - puntualizza Cavallari - non appena saranno rimossi i lavori di rimozione della passerella»Davvero una giornata storica per il quartierequella di ieri, con i residenti scesi condividere con l’amministrazione e la stampa questo passaggio per loro epocale, tant’è che - tra i residenti più avanti negli anni, così raccontano i figli - c’è c’era chi tanto era sconfortato da temere che da sotto quel tunnel sarebbe uscito fuori solo dentro una bara. Si sarebbe potuto fare magari qualche anno fa, nell’arco di pochi mesi posto che di una soluzione temporanea doveva trattarsi? Certo. Ma adesso quello che più conta, oltre al recupero del decoro urbano imprescindibile in un quartiere del centro storico, è nel gesto di grande semplicità degli stessi residenti che invitano il sindaco Gianguido D’Alberto, l’assessore Cavallari e il consigliere Dario Di Dario a salire a casa per il classico caffè. Non capita spesso per chi amministra e si trova a fare i conti con le maglie della burocrazia.