Accesso agli atti di Corona sulla corsia ciclabile promiscua alla Cona: per Verna basta conoscere il Codice della strada

La corsia ciclabile promiscua alla Cona si preannuncia essere una corsia dei veleni: in risposta all’accesso agli atti di cui ha fatto richiesta dai banchi dell’opposizione il capogruppo consiliare di “Oltre”, Luca Corona, arrivano puntuali le rassicurazioni dell’assessore con delega la Traffico, Maurizio Verna. Rassicurazioni che minimizzano e riconducono il tutto ad una dovuta conoscenza e dimestichezza del Codice stradale. Verna mette infatti in guardia da chi voglia fare polemica a tutti i costi, e

Giovedì 21 Gennaio 2021 - di Patrizia Lombardi

TERAMO

La corsia ciclabile promiscua alla Cona si preannuncia essere una corsia dei veleni: in risposta all’accesso agli atti di cui ha fatto richiesta dai banchi dell’opposizione il capogruppo consiliare di “Oltre”, Luca Corona, arrivano puntuali le rassicurazioni dell’assessore con delega la Traffico, Maurizio Verna. Rassicurazioni che minimizzano e riconducono il tutto ad una dovuta conoscenza e dimestichezza del Codice stradale. Verna mette infatti in guardia da chi voglia fare polemica a tutti i costi, e a Corona con ogni probabilità devono fischiare le orecchie, arrivando a confondere linee tratteggiate e linee intere. E dà, muovendosi sul crinale tra il sarcasmo e il rinfrescare le conoscenze, la sua lezione sul tema: «Le linee tratteggiate possono essere valicate, così come detta il Codice della strada, cosa che non è invece possibile per quanto riguarda le linee intere». Quindi Verna cambia materia e passa a impartire una lezioncina di Italiano spiegando come l’aggettivo “promiscuo” indichi un utilizzo aperto a più soggetti. E il tutto viene liquidato come una polemica fatta sul nulla e per il nulla nel gioco delle parti dell'opposizione. Insomma, l’affondo viene restituito. Anche sul fronte della sicurezza che possa essere riservata ai ciclisti sulla corsia (non chiamatela pista, per carità!) Verna è lapidario: su quella stessa via i ciclisti ci sono sempre passati, ci passavano prima e ci passano adesso, osserva salomonicamente. Ma certo oggi - questa la sua analisi - ci passano con una maggiore sicurezza perché possono contare su una segnaletica a terra e verticale che ricorda, a chi si trovi alla guida di un’auto o di un mezzo anche più impattante, che si è in presenza di una corsia promiscua su cui si può trovare un ciclista. Come dire un margine di sicurezza in più, il che non guasta. Riassumendo: la corsia ciclabile, che è cosa diversa da una pista ciclabile, è ad uso promiscuo può essere quindi impegnata da altri veicoli. In questo contesto è poi stabilito che i velocipedi che procedono nella stessa direzione abbiano la precedenza. Tutto qui. E’ comunque un vento di polemiche quello che soffia basso sulla discussa corsia ciclabile promiscua che, nella sua stessa denominazione, trova l’accezione corretta. E se non sono mancate le perplessità espresse da alcuni cittadini, queste perplessità le ha cavalcate - come detto - il consigliere di opposizione Corona,traducendole in una richiesta di accesso agli atti regolarmente protocollata in ComuneA motivare la richiesta, l’obiettivo diverificare la sussistenza di tutti i pareri necessari all’intervento sul piano della sicurezza per i ciclisti, in presenza di un restringimento della carreggiata. Da qui la volontà dichiarata di sapere di piùsull’ autorizzazione all’impegno di spesa esui prescritti pareri di legge rilasciatidalle autorità competenti. E si legger i pareri del dirigente del Comune, della Polizia stradale e degli Enti competenti. Nota a margine del consigliere è poi il ricordare come il decreto Rilancio abbia dato, sì, il via libera alla realizzazione ad ampio raggio di corsie ciclabili promiscue ma che comunque alcuni parametri di cui tener conto restano imprescindibili.Vedi l’ampiezza della carreggiata, i volumi di traffico da cui è interessatal’efficacia dei relativi impianti di illuminazioneSi aspettano risposte.