“Teramo città capoluogo", idee e Recovery Fund per disegnare il futuro

Recovery Fund e tutte le opportunità che il territorio ne possa cogliere, guardando strategicamente anche oltre lo stesso Recovery. Come farlo? Il Comune capoluogo ha una sua ricetta e lancia così la proposta del contenitore virtuale “Teramo Città capoluogo” che si inserisce - è la puntualizzazione utile a spazzare ogni possibile dubbio - nel percorso tracciato dalla Provincia ma, ovviamente, con tutta l’attenzione di cui merita appunto il Capoluogo. Per definire la proposta il sindaco Gianguido D’Alberto usa tre aggettivi: «Armonica, organica, strategica - la fotografa così -. Un’idea progettuale pensata per tenere insieme tutte le Istituzioni del territorio, che non si limiti ad essere un mero elenco ma raccolga

Giovedì 21 Gennaio 2021 - di Patrizia Lombardi

TERAMO

Recovery Fund e tutte le opportunità che il territorio ne possa cogliere, guardando strategicamente anche oltre lo stesso Recovery. Come farlo? Il Comune capoluogo ha una sua ricetta e lancia così la proposta del contenitore virtuale “Teramo Città capoluogo” che si inserisce - è la puntualizzazione utile a spazzare ogni possibile dubbio - nel percorso tracciato dalla Provincia ma, ovviamente, con tutta l’attenzione di cui merita appunto il Capoluogo. Per definire la proposta il sindaco Gianguido D’Alberto usa tre aggettivi: «Armonica, organica, strategica - la fotografa così -. Un’idea progettuale pensata per tenere insieme tutte le Istituzioni del territorio, che non si limiti ad essere un mero elenco ma raccolga le proposte che salgono dal territorio e ne elabori poi una sintesi». Insomma, uno strumento di vera e propria partecipazione qualificata in un dialogo aperto con la comunità. «Quello che fu a suo tempo il Piano strategico Teramo 2020 - osserva il primo cittadino e con lui anche i due consiglieri delegati alla questione, Massimo Speca e Piergiorgio Passerini - si è concluso anche nel suo arco temporale e se da un lato va fatta una verifica di ciò che è stato realizzato, dall’altro parte contestualmente una pianificazione 2021 che guardi sicuramente da qui ai prossimi dieci anni, meglio ancora con un respiro più ampio, anche oltre ». Oltre, senza alcun dubbio, una campagna elettorale e che non scivoli nelle strumentalizzazioni politiche, taglia corto D’Alberto. Non quindi un contenitore vuoto, ma un contenitore di idee che coinvolgerà cittadini, associazioni, attori istituzionali per disegnare il futuro della città: si parte dal Recovery, dunque, ma si punta a farne un metodo permanente. E tra gli obiettivi chiari c’è quello di mettere a sistema le stesse Istituzioni, in un momento in cui è innegabile che il Recovery sia accompagnato da una certa confusione. Da qui - spiega ancora il primo cittadino - la costituzione di una cabina di regìa con le Istituzioni del territorio: ogni Istituzione dovrà avvertire l’esigenza di altre Istituzioni. Al tavolo siedeanno attori che si chiamano Istituto zooprofilattico, Università, Camera di Commercio, Fondazioni (nello specifico la Fondazione Tercas e quella ITS), la Soprintendenza in rappresentanza del Ministero, RFI, la Asl, il Commissario straordinario per la ricostruzione e l’USR. Un insieme articolato, proprio perché si possa ragionare in termini di rigenerazione complessiva del territorio. «E’ attiva anche - entra così più nel dettaglio - una rete di associazioni che abbiamo già incontrato perché nessuno possa chiamarsi fuori da questo processo», ed è un’apertura di dialogo che deve muoversi forzatamente più in modo virtuale che in presenza. E’ invece il consigliere delegato Speca a consegnare un focus, anche di taglio tecnico, su questo progetto di visione della città Capoluogo in cui tutti gli attori possono intervenire per partecipare all’idea progettuale. Ogni attore - chiarisce - ha due possibilità, quelle di comunicare con l’amministrazione o con altri attori. Tecnicamente il rimando è al sito istituzionale del Comune dove è pubblicato il banner “Teramo e recovery fund”, dove è pubblicato il modulo utile al soggetto proponente perché possa compilarlo. Accedendo al link ci si potrà quindi iscrivere ai tavoli tematici, suddivisi in base agli obiettivi del Recovery Fund, con la possibilità di presentare la propria idea progettuale sintetizzandola, in una forma embrionale, in tremila caratteri per la cui presentazione ci sarà tempo fino al prossimo 1’ febbraio. Proprio la raccolta di tutti i progetti ricevuti consentirà poi l’avvio dei tavoli tematici, il Comune li raccorderà in un documento unico andando ad intercettare tutti i fondi, anche extra Recovery. Per la cronaca, sono già pervenute due idee progettuali, una incentrata sulla digitalizzazione l’altra sulla mobilità sostenibile. «Un modo questo anche per invertire la tendenza - viene fatto osservare - visto che ancora oggi paghiamo lo scotto della mancanza di programmazione che arriva dal passato, arrivando a trovarsi nel paradosso per il quale possono esserci le risorse mentre mancano i progetti». E il caso, contrario però, ad essere evocato è quello del progetto per il recupero dell’ex Ospedale psichiatrico, i cui 30 milioni di euro destinati sono stati “congelati”. Per i quali - inutile sottolinearlo - D’Alberto sollecita che «tornino immediatamente ad essere messi a disposizione». Vedremo.