Verna: «A Teramo la “zona 30” non sarà solo per il centro storico». Corona procede con l'accesso agli atti per la pista promiscua

Morìa di semafori in città: che sta succedendo? Due impianti semaforici, tra l’altro strategici per il loro posizionamento, non funzionano mentre un terzo presenta delle criticità nelle luci. Nello specifico a dare i maggiori problemi sono il semaforo che si trova all’incrocio di viale Crispi con via Roma e quello, anch’esso in un punto particolarmente sensibile, di San Nicolò, tra l’ingresso alla superstrada e una via trafficata come via Colombo. Semafori che, non svolgendo la funzione

Mercoledì 20 Gennaio 2021 - di Patrizia Lombardi

TERAMO

Morìa di semafori in città: che sta succedendo? Due impianti semaforici, tra l’altro strategici per il loro posizionamento, non funzionano mentre un terzo presenta delle criticità nelle luci. Nello specifico a dare i maggiori problemi sono il semaforo che si trova all’incrocio di viale Crispi con via Roma e quello, anch’esso in un punto particolarmente sensibile, di San Nicolò, tra l’ingresso alla superstrada e una via trafficata come via Colombo. Semafori che, non svolgendo la funzione per la quale sono stati pensati, non disciplinano le tante criticità del traffico che vi insiste. E’ invece il semaforo all’intersezione della Statale con la strada che porta a Colleatterrato Basso, in direzione Giulianova, a presentare problemi nella percezione delle luci. Vediamo.

SEMAFORI

Ne sanno qualcosa quanti quotidianamente frequentano la zona di via Roma e dintorni, e sono davvero tanti se si considera il quartiere ad alta densità abitativa dove insistono attività commerciali,una banca, un Istituto comprensivo che interessa più di un migliaio tra bambini e ragazzi con le famiglie che movimentano il traffico nelle ore di punta. Un semaforo assai sofferto, visto che già lo scorso anno era stato praticamente abbattuto in un incidente stradale e che proprio la pandemia aveva rallentato sopralluoghi e relazioni di perizia. Adesso il nuovo non funzionamento del semaforo sarebbe da addebitare alle conseguenze di un intervento di Open Fiber: effettuato il sopralluogo d’obbligo - fa sapere l’assessore al Traffico, Maurizio Verna - è stato già chiesto un preventivo di spesa per l’intervento che interessa l’impianto a terra. Non resta dunque che attendere notizie. Buone nuove, invece, sono già arrivate nel caso dell’impianto di San Nicolò, del quale a pungolare perché tornasse in funzione al più presto ha contribuito il capogruppo comunale di Oltre, Luca Corona, segnalandone tutta la pericolosità. Anche in questo caso Verna fa sapere come si sia già intervenuti e il problema, ieri, sia stato risolto: lunedì mattina sono state infatti sostituite le lampadine. Dunque, disagio finito. Diversa la criticità per il semaforo che si trova all’ incrocio della Statale con la strada che sale a Colleatterrato: datato come la maggior parte degli impianti, è penalizzato infatti da una inclinazione che si riflette sulla luce percepita. In ogni caso, c’èl’impegno dell’assessore ad un pronto intervento,senza però rinunciare ad una stoccata ironica all’iperattività segnalatoria del consigliere Corona.

PERCORSI PEDONALI E “ZONA 30”

Non sfugge all’attenzione la realizzazione di un percorso pedonalelungo una via dallcaratteristiche particolari come nel caso di via Ponte San Ferdinando, nel tratto che porta al Cinema Smeraldo. Già, perché individuati gli stalli per la sosta su entrambi i lati, è stato realizzato anche un percorso pedonale sul lato sinistro lasciando ovviamente lo spazio per la carreggiata. Un lavoro di taglio strettamente tecnico effettuato dagli Uffici del quale l’assessore Verna si dice soddisfatto in risposta a chi gli fa osservare come gli spazi siano, a misura del Codice della strada ma realisticamente troppo risicatiper far convivere in piena sicurezza pedone e mezzi. «I teramani al volante - osserva l’assessore - devono però familiariozzare con una velocità più contenuta da osservarePresto parleremo di Pum (il Piano urbano di mobilità) e di Pums (il Piano urbano di mobilità sostenibile) ma il mio impegno, e lo dico già ora, sarà quello di una “zona 30” che non coincida con il solo centro storico dove già ci si muove di fatto a quella velocità. Come è noto, la zona 30 è una forma di intervento urbanistico utile alla moderazione del traffico nella viabilità urbana introdotta, già nel ‘95, all'interno delle direttive per la redazione dei Piani urbani del traffico, fissando il limite di velocità a 30 chilometri orari invece dei consueti 50 previsti dal Codice stradalein ambito urbano. Una minore velocità consentita che permette una migliore convivenza traautobiciclettepedoni ma anche un aumento della sicurezza stradale perché, abbassando la velocità, si riduce di oltre la metà lo spazio di arresto e si aumenta il raggio del cono visivo di chi conduce il veicolo. Di conseguenza si riduce il numero di incidentie di feriti, e le lesioni fisiche sono meno gravi. Come dire che a Teramo bisogneràimparare ad andare più piano. I residenti da via Roma a viale Crispi, passando anche per lo “stradone”, già sentitamente ringraziano.

ACCESSO AGLI ATTI

Intanto l’iperattivo consigliere Corona ha attenzionato anche la realizzazione delle corsia ciclabile promiscua che dalla Cona porta fino a piazza Garibaldi. Come? Con una richiesta di accesso agli atti protocollata ieri mattina in ComuneRichiesta, la sua, motivata dalle perplessità espresse dai residenti che lo hanno portato a verificare la sussistenza tutti i pareri necessari all’intervento sul piano della sicurezza per i ciclisti, a fronte di un restringimento della carreggiata. Perplessità che ovviamenteil consigliere condivide. Così chiede di poterne sapere di piùsull’ autorizzazione all’impegno di spesa esui prescritti pareri di legge da parte della autorità competenti. «Voglio capire - spiega Corona - se c’è il parere del dirigente, della Polizia stradale e degli Enti competenti. E’ vero che il decreto Rilancio prevede la realizzazione di corsie promiscue ma non le possiamo fare dappertutto e nello specifico si tratta di un tratto stretto, molto trafficato e poco illuminato».