Zennaro investe sul movimento politico “Popolo Protagonista”

  - Di Redazione

Il 23 aprile scorso il deputato Antonio Zennaro ha lasciato il M5S. A distanza di poco più di 20 giorni cerchiamo di approfondire le ragioni della sua scelta e soprattutto quali attività sta portando avanti in Parlamento.

Onorevole, quali reazioni ha suscitato la sua uscita dal Movimento nella politica regionale?
Siamo di fronte alla più grande crisi economica di tutti i tempi, servono soluzioni nuove e concrete, altrimenti saremo travolti come Abruzzo e come Paese. Chiunque possa dare un contributo e possa battersi a Roma per il territorio credo sia fondamentale oggi più che mai, al di là del partito di provenienza, per questo credo che la politica regionale non si sia affidata a dichiarazioni a caldo riguardo la mia uscita dal Movimento. Per quanto riguarda il Cinque Stelle tutti i parlamentari sono consapevoli di come avviene la gestione dei dossier economici a livello governativo e conoscono le difficoltà che ho dovuto affrontare soprattutto in questo ultimo periodo.

Oltre alle motivazioni rilasciate su Facebook riguardo il suo addio al M5S, quali sono i retroscena?
E’ vero, ho annunciato la mia uscita dal Movimento con un post su Facebook in cui ho spiegato le ragioni della mia decisione. Non parlerei tanto di retroscena, piuttosto di un percorso che di volta in volta si è scontrato con l’organizzazione del gruppo parlamentare del Movimento, soprattutto nell’ultimo anno, affidando pieni poteri ad alcuni membri del Governo con cui sono andato in forte tensione, soprattutto su temi e proposte che riguardano le politiche economiche e finanziarie. Come parlamentare, membro di due commissioni economiche e al Copasir, non avevo più margini di manovra. Il Decreto Cura Italia ed il Decreto Liquidità sono stati totalmente insoddisfacenti, tanto che il Presidente Conte si è addirittura dovuto scusare per i ritardi e le insufficienze delle risorse. In questo momento ritengo che sia fondamentale mettere a servizio le mie competenze per l’Abruzzo, ovvero ciò che mi era stato chiesto come candidato all’uninominale e con cui mi sono presentato ai cittadini, non essendo un politico di professione.

Adesso è nel gruppo misto ma si suppone che prima o poi sceglierà un nuovo partito o movimento. Verso quale pensa di orientarsi? E perché?
La crisi del Coronavirus oltre ad aver stravolto la vita degli italiani stravolgerà anche il sistema della rappresentanza. La politica delle chiacchiere da social fatta giorno per giorno sta lasciando spazio alla richiesta di concretezza e pianificazione per uscire dalla recessione economica. Per questo insieme a due colleghi abbiamo costituito la componente Popolo Protagonista, un soggetto politico che si ispira ai valori del popolarismo italiano ed europeo, che sta prendendo posizione in parlamento e che mi piacerebbe portare anche in Abruzzo per unire le forze propositive e riformiste della nostra regione.

Onorevole, qual è la sua opinione riguardo il tanto atteso decreto rilancio?
L’enorme ritardo con cui il Governo ha approvato il famoso decreto rilancio ha arrecato un grave danno materiale, oltre che di fiducia, soprattutto tra le categorie produttive ed economiche. Alcune misure sono positive, come l’ampliamento dell’ecobonus e del sismabonus, ma manca totalmente un grosso piano di investimenti e di sburocratizzazione, mancano le risorse fresche ed immediate a favore del settore turistico e delle piccole e piccolissime attività commerciali. Andava dato un aiuto consistente sugli affitti, cancellazione delle tasse e fondo perduto. Invece che una politica di bonus, soprattutto per il settore del turismo, si deve operare con un taglio per l’anno fiscale 2020. Paradossale anche destinare 120 milioni di euro d’incentivi all’acquisto di bici e monopattini elettrici, quando moltissimi italiani da settimane si trovano in gravi difficoltà economiche, costretti a lunghe file fuori dai Monte dei Pegni e dai compro oro. E’ una norma che non avrà nessun impatto su regioni come l’Abruzzo, che invece avrebbe dovuto quantomeno vedersi riconosciuti i contributi straordinari per i comuni ex Zona Rossa.

Siamo in attesa anche delle integrazioni al decreto liquidità. Quali dei suoi emendamenti saranno discussi in commissione?
Il dl liquidità ha mostrato dei limiti che a mio parere sono in parte superabili con i giusti correttivi da apportare nel decreto in discussione da lunedì in Commissione Finanze. In Abruzzo il problema liquidità è collegato ad un sistema bancario debole, lo sappiamo bene a Teramo dove la Popolare di Bari sta tradendo tutte le aspettative di una banca del territorio.
Un primo correttivo riguarda la durata dei finanziamenti che deve essere assolutamente allungata, portando la restituzione delle somme da sei anni, di cui due sono di preammortamento, fino a quindici anni, ciò significherebbe rate più basse e maggiore sicurezza che l’imprenditore possa far fronte al pagamento del prestito. A ciò si aggiunge la proposta di allargare il Fondo Centrale di Garanzia anche alle attività finanziarie e assicurative. Sull’agricoltura, settore strategico per l’Abruzzo, ho lavorato su una proposta per l’anticipazione al 70% dell’annualità prevista dalla PAC, in modo che arrivino subito i soldi che sono già di diritto degli agricoltori, per fortuna la norma è stata già inserita nel decreto rilancio.

Serena Suriani