Via libera ai centri di riuso e raccolta

  - Di Redazione

La collocazione passa in Consiglio. Ma l’opposizione non s’arrende e promette una dura battaglia

ROSETO – È stato approvato ieri, in Consiglio comunale, il progetto definitivo del nuovo centro di raccolta e di riuso dei materiali in zona Roseto sud. La struttura per il riuso, come ha ricordato in aula l’assessore all’Ambiente Nicola Petrini, sarà composta da nove container navali: uno per il primo ammassamento, sette per l’immagazzinamento e l’esposizione dei materiali che possono essere riutilizzati, e uno dedicato alle attività didattiche delle scuole del territorio. All’interno dell’area saranno installati anche gli altri contenitori per la raccolta dei materiali da riciclare che non avranno nuova vita, come plastica, metalli o ingombranti. Secondo progettisti e amministratori, sarà una struttura innovativa e a basso impatto ambientale. La scelta della sua localizzazione nella cittadella dello sport, a ridosso dello stadio di via Fonte dell’Olmo, ha generato però un ampio dibattito pubblico che va avanti ormai da mesi: sia le forze d’opposizione che diverse associazioni locali hanno criticato questo aspetto del progetto, proponendo la dislocazione del centro in zone periferiche e meno abitate. E ieri, in alula, i consiglieri d’opposizione hanno nuovamente attaccato la maggioranza, accusandola di scarsa trasparenza e di chiusura nei confronti delle proposte arrivate dal basso, dai cittadini e da alcune associazioni. Le votazioni sono state due, in relazione a due distinte delibere, una per il centro del riuso e l’altra per il centro di raccolta: entrambe hanno avuto esito positivo grazie ai voti della maggioranza. 

CIANCAIONE. «Non siamo contro il progetto che ha come finalità il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti – ha spiegato Ciancaione – Quello che noi contestiamo è la collocazione dei due centri nel cuore della cittadella dello sport per una serie di motivi: si tratta appunto di una zona riservata agli impianti sportivi e molto frequentata; c’è una scuola media, alcuni servizi sanitari e diverse attività commerciali. È inoltre a ridosso di un’area abitata già molto trafficata: con l’arrivo di mezzi pesanti al centro la viabilità ne soffrirebbe. Ci sono cinque pozzi di captazione delle acque dell’azienda Rolli e c’è la possibilità che si creino odori sgradevoli. L’amministrazione è stata brava nella comunicazione, parlando quasi esclusivamente del centro di riuso e non delle criticità del centro di raccolta dei rifiuti». 

NUGNES. Mario Nugnes, capogruppo di Casa Civica, ha evidenziato la «mancanza di comunicazione e di coinvolgimento dei portatori d’interesse» da parte dell’amministrazione comunale. «I progetti si innestano in un quartiere fatto di attività commerciali e all’interno della cittadella dello sport, senza avere nessuna attinenza con la zona. Mi chiedo cosa ha portato l’amministrazione a questa scelta», ha precisato Nugnes. Anche il consigliere, dunque, pur ammettendo l’importanza dei centri, si è detto contrario a quella che sarà la loro dislocazione. «Una scelta scellerata della maggioranza Di Girolamo che si chiude per l’ennesima volta a riccio, senza ascoltare le istanze dei consiglieri, delle associazioni di categoria e dei cittadini che hanno focalizzato le critiche sulla localizzazione completamente errata del progetto. Questa scelta comprometterà il futuro della zona. Per questo mi farò promotore e affiancherò qualsiasi iniziativa volta a far cambiare la localizzazione individuata dall’amministrazione».

PAVONE. Anche Enio Pavone ha sottolineato lo scarso coinvolgimento delle opposizioni e dei cittadini, e la poca trasparenza mostrata dall’amministrazione in questa come in altre occasioni. Pavone ha ricordato le tante critiche arrivate dalle forze d’opposizione, dall’associazione Camper Mare Blu, dal Wwf, dall’associazione Italia Nostra, dal comitato Fonte dell’Olmo e dal comitato contro il progetto presieduto da Monia Petraccia. Per il consigliere di minoranza la zona dell’autoporto, dove la giunta da lui guidata realizzò un centro rifiuti, è l’area più adatta a un tale progetto.

RECCHIUTI. «Sarebbe stato opportuno ascoltare i cittadini perché è un progetto che riguarda l’intera città – ha attaccato Alessandro Recchiuti di “Il Punto-Futuro In” – Si è trasformato quello che poteva essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione in un problema. Un progetto di valore che non ha trovato la giusta condivisione». L’altro dubbio sollevato dal consigliere d’opposizione riguarda la gestione del centro, un aspetto che a suo dire non è stato trattato in maniera adeguata. 

ALOISI. Simone Aloisi, consigliere di maggioranza e segretario del Partito Democratico cittadino, ha invece denunciato quella che a suo dire è stata una vera e propria strategia di «terrorismo mediatico delle opposizioni, che hanno fatto passare un progetto all’avanguardia per una discarica». Per Aloisi, insomma, si è verificata una distorsione della realtà da parte dei consiglieri d’opposizione. «Per quanto riguarda la localizzazione, essa deve essere vicina al centro abitato, affinché la maggior parte dei cittadini possano utilizzare il centro in maniera comoda e immediata – ha concluso – Roseto non è l’unica città che ha fatto una scelta simile in Italia: Parma ad esempio ha un centro del riuso vicino al centro storico. Gli unici problemi seri legati al possibile inquinamento di acqua, aria e terra non sono stati sollevati dalle opposizioni, che si sono invece attaccate alla questione della localizzazione strumentalizzandola. Il centro non avrà alcun impatto sull’ambiente e quindi su acqua, aria e terreni circostanti».

PETRINI. «Io ascolto e mi confronto sempre, ma qui ogni giorno aumenta il numero dei comitati – ha precisato l’assessore Petrini – Del progetto se ne parlava da più di un anno e la scelta del luogo non è stata casuale ma strategica. Inoltre, la struttura non causerà alcun danno d’immagine alla cittadella dello sport né alla viabilità della zona come si vuole far credere. Si tratta al contrario di un centro innovativo e a basso impatto ambientale, che non ospiterà organico, secco o rifiuti pericolosi».

Alessandro De Sanctis