Trovato morto dopo quattro anni

  - Di Veronica Marcattili

SANT’OMERO – Sarà l’esame del Dna disposto dal magistrato a dare le conferme del caso, ma che quel corpo rinvenuto ieri in un fosso di Terrabianca sia di Daniele Taddei (nella foto in basso) appare quasi certo. Il giovane di Sant’Omero, sparito nel nulla il primo agosto 2014, sarebbe rimasto vittima di un incidente stradale e nonostante le ricerche avviate subito dopo la sua sparizione misteriosa nessuno si era mai accorto di quella Nissan Micra in un fosso sulle colline di Tortoreto.

L’auto del 28enne ieri pomeriggio è stata scoperta da un cacciatore impegnato coi suoi cani in una battuta di caccia. Gli animali, scesi nel fossato, non risalivano dal padrone che si è così calato fra la fitta vegetazione scorgendo la Micra. La macchina dei soccorsi si è messa in moto: Carabinieri e Vigili del Fuoco sono giunti sul posto e al volante dell’utilitaria hanno visto un cadavere. Gli accertamenti sull’auto hanno portato a Taddei, il giovane scomparso da quattro anni. Sul luogo del ritrovamento (nella foto in alto) in serata è arrivato anche il magistrato di turno, la dottoressa Enrica Medori che ha svolto un sopralluogo e che oggi affiderà l’esame autoptico all’anatomopatologo. Gli accertamenti medico legali dovranno chiarire due aspetti: l’identità del cadavere tramite il Dna e le cause del decesso. L’ipotesi più probabile appare l’incidente stradale. La Micra è stata sequestrata e sarà oggetto di mirate verifiche tecniche.

La famiglia di Taddei è stata avvertita dai carabinieri nel tardo pomeriggio di ieri. Il padre e la madre del 28enne all’epoca della scomparsa del figlio si erano rivolti anche alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto” per chiedere aiuto e lanciare appelli. La sparizione del ragazzo sembrava assurda, incomprensibile. Si ipotizzò l’allontanamento volontario forse per una delusione d’amore, ma questa tesi è apparsa sempre fragile e priva di solidi riscontri. La Procura di Teramo, tramite il pm Bruno Auriemma, aprì un fascicolo d’inchiesta archiviato però due anni dopo. Le numerose ricerche svolte su tutto il territorio vibratiano nell’estate 2014 con l’ausilio di Vigili del fuoco, carabinieri e protezione civile, non portarono a nulla. Il cellulare del 28enne smise di squillare alcune ore dopo la sparizione e sul suo conto corrente non risultavano movimenti di alcun genere. Così come nessun avvistamento c’è stato in questi anni della Micra. Fino a ieri pomeriggio.