Thailandia: assolto Denis Cavatassi

  - Di Veronica Marcattili

TORTORETO – Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, conferma l’assoluzione da parte della Corte Suprema thailandese del cittadino italiano Denis Cavatassi, detenuto in Thailandia e condannato alla pena di morte nel gennaio del 2017. “La buona notizia dell’importante sentenza della Corte Suprema della Thailandia consentirà a Denis Cavatassi, prosciolto questa mattina, di rientrare presto a casa in Italia e riabbracciare i suoi familiari”, sottolinea il ministro.

La Farnesina ricorda che la complessa vicenda è stata seguita sin dal primo momento e costantemente dall’Ambasciata d’Italia a Bangkok che, in stretto raccordo con il Ministero degli Affari Esteri, ha assicurato l’assistenza al connazionale e l’interlocuzione con le autorità thailandesi. Denis Cavatassi, un agronomo di Tortoreto, era stato condannato a morte nei primi due gradi di giudizio con l’accusa di essere stato il mandante dell’omicidio di un amico e socio d’affari, Luciano Butti. “Gli italiani in difficoltà all’estero devono sapere che possono sempre contare sull’assistenza e l’aiuto efficace della Farnesina. Nessuno viene lasciato solo, pur nell’inevitabile riserbo che la delicatezza di tante situazioni impone”, ha aggiunto Moavero. La Farnesina ricorda che la complessa vicenda di Denis Cavatassi è stata seguita sin dal primo momento e costantemente dall’Ambasciata d’Italia a Bangkok che, in stretto raccordo con il Ministero degli Affari Esteri, ha assicurato l’assistenza al connazionale e l’interlocuzione con le competenti Autorità thailandesi. Denis Cavatassi, un agronomo di Tortoreto (Teramo), arrivato in Thailandia nel 2009, era stato condannato a morte nei primi due gradi di giudizio con l’accusa di essere stato il mandante dell’omicidio di un amico e socio d’affari, Luciano Butti.

LIBERO. “Sono finalmente libero”. Queste le prime parole di Denis Cavatassi alla notizia dell’assoluzione. A riferirlo la sorella Romina, raggiunta telefonicamente. “Ho ricevuto un vocale whatsapp alle 5,30 ora italiana. Non riesco ancora a crederci. Stiamo aspettando di sentirlo, ormai è questione di poco. Spero rientri prima di Natale”. “È stata una battaglia lunga però sono contenta che questo suo desiderio di uscirne a testa alta e di dimostrare la sua innocenza sia stato ripagato, sebbene con tanta sofferenza”, ha detto ancora la sorella del 51enne abruzzese. “Abbiamo sentito la sua voce attraverso un vocale stamattina, dopo la sentenza, mentre dal Tribunale rientrava in carcere per sbrigare le pratiche burocratiche necessarie. Stavano andando a prenderlo due amici”, racconta Romina. I genitori e il fratello Adriano vivono a Tortoreto. “Adesso dobbiamo riportarlo a casa”.

(ANSA)