Teramo s’inginocchia per dire No al razzismo

  - Di Redazione

Anche il sindaco Gianguido D’Alberto in piazza Martiri assieme ad associazioni e cittadini teramani

TERAMO – Teramo s’inginocchia per dire No al razzismo e per ricordare la tragica morte di George Floyd. In tanti, ieri pomeriggio in piazza Martiri, hanno preso parte alla manifestazione-dibattito organizzata dall’associazione “Futuro Collettivo” e che ha visto la presenza istituzionale del Comune di Teramo attraverso il sindaco Gianguido D’Alberto. Ma anche di tantissime associazioni come Udu Teramo, Amnesty Teramo, Cgil, Arci Teramo, Libera Abruzzo, Legambiente e Sportello Sociale Teramo. Tutti insieme, attraverso gli interventi che si sono susseguiti, hanno rilanciato i temi dell’antirazzismo, dell’inclusione sociale, dell’accoglienza e dell’uguaglianza tra persone di nazionalità diversa e di orientamento sessuale, religioso e politico differente. Dibattito che è stato anticipato dal minuto di raccoglimento in ricordo di George Floyd, ucciso brutalmente dalla polizia di Minneapolis, e nel quale i partecipanti si sono inginocchiati così come accade nelle manifestazioni in corso in tutto il mondo. 

IL SINDACO. Come detto, anche il sindaco D’Alberto non ha voluto far mancare la sua presenza all’iniziativa. E, che sposasse la causa, lo si è capito fin dalle prime battute del suo accorato intervento. Un intervento in cui ha ribadito la necessità di non banalizzare mai queste occasioni. «Serve una risposta di cambiamento contro odio, razzismo e xenofobia che continuano ad imperversare in tutto il mondo – ha detto D’Alberto – Lo dobbiamo dire soprattutto come istituzioni perché trovo assurdo che nel 2020 si debbano organizzare ancora iniziative come queste. Ma è assurdo anche che esistano istituzioni nazionali ed europee che non riescono a raggiungere l’unanimità su un voto contro la violenza, il razzismo e la xenofobia». Il primo cittadino ha dato più forza al suo discorso ribadendo come sia necessario, quindi, che manifestazioni come quella di ieri siano sostenute da tutte le istituzioni. Ha parlato poi di “globalizzazione del senso di umanità”, per descrivere l’ondata di manifestazioni che si è allargata in tutti i continenti. «Abbiamo visto cosa significa, ancora nel 2020, calpestare la dignità dell’uomo – ha aggiunto – attraverso un episodio carico di odio. Dobbiamo cancellare radicalmente il messaggio di superiorità dell’uomo sull’uomo dal nostro pensiero. Dobbiamo sentire come nostre tutte le ingiustizie che si verificano in ogni angolo del mondo e combatterle in ogni angolo del mondo. Le persone non sono numeri, dobbiamo superare questa idea e continuare nell’azione di sensibilizzazione».

Pietro Colantoni