Teramo, l’ordine degli ingegneri scatenati contro la Provincia che non va

  - Di eli

Lettera aperta dell’Ordine degli Ingegneri alla Provincia di Teramo

Lungi dal voler iniziare una polemica che non ci interessa, da recenti notizie di stampa apprendiamo con stupore che la dirigenza di importanti settori tecnici della Provincia di Teramo quali quelli afferenti la Viabilità, l’Edilizia Scolastica e Demaniale, l’Ambiente, l’Urbanistica, il Genio Civile e la Protezione Civile sono stati assegnati a dirigenti con titoli accademici,competenze e professionalità afferenti l’area amministrativa.

Ci siamo sentiti in obbligo di sottolineare questa importante scelta portata a termine dall’amministrazione provinciale ma senza minimamente voler scalfire le capacità professionali dei dirigenti amministrativi, neo incaricati ai settori tecnici, ai quali questo ordine porge i migliori auguri per una proficua attività.

In pieno clima di dibattito istituzionale sul ruolo delle Province, diviso sull’opportunità di conservarle in quanto strumento di attuazione di una proattiva sussidiarietà verso i cittadini di un determinato territorio, fil rouge delle matrici ambientali territoriali omogenee (n.d.r. l’acqua dei fiumi e le strade non sanno dove siano i confini che separano i comuni che attraversano) oppure di abolirle in quanto mero vessillo degli sprechi e degli sperperi di un delirante sistema politico e pubblico, sembra quanto meno opportuno ricordare sinteticamente quali e quanti siano le importanti competenze che la normativa nazionale e quella regionale abruzzese assegnano alle Provincie; queste afferiscono la difesa del suolo, la tutela e valorizzazione dell’ambiente , la prevenzione delle calamità, la tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche, la valorizzazione dei beni culturali,la viabilità e i trasporti, la protezione della flora e della fauna parchi e riserve naturali, la caccia e la pesca nelle acque interne, l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello

1provinciale, il rilevamento, la disciplina ed il controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore, i servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, i compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l’edilizia scolastica tutto ciò sorvolando sulle ulteriori deleghe nel frattempo pervenute in materia di trasporti, rifiuti, salvaguardia del reticolo idrografico minore, centri per l’impiego.

E’ palese dunque il coinvolgimento di questo Ente, cosiddetto intermedio tra Regione e Comune, nella programmazione del territorio.

Tutte materie, queste ultime, che hanno un alto e imprescindibile contenuto tecnico, che attengono a particolari campi professionali esclusivi quali quello dell’ingegneria, e che coinvolgono il benessere e soprattutto la sicurezza dell’intera cittadinanza di questo territorio.

Allo stato attuale, i funzionari tecnici laureati della provincia, ricoprono figure intermedie, non apicali, con mansioni richiedenti spesso alta professionalità relegata però nello svolgimento di ruoli non incisivi e limitati alla redazione di atti tecnici pur complessi ma la cui efficacia è legata alla firma”notarile” del dirigente amministrativo.

E’ d’obbligo a questo punto porsi delle domande.

Chi guiderà la pianificazione dello sviluppo urbanistico del nostro territorio provinciale per assicurarne una organizzazione armonica e funzionale?

Chi si assumerà la responsabilità di affermare che un edificio, abusivo e non rispondente alle norme sismiche od a quelle urbanistiche, vada demolito?

Chi deciderà se c’è un pericolo per la incolumità pubblica?

Chi deciderà su quali casi di pericolo per la incolumità pubblica intervenire?

Chi concorrerà positivamente e con autorevolezza alla compilazione dei programmi dei lavori pubblici della nostra provincia?

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Chi valuterà se le scuole dei nostri figli sono sicure ?

Orbene ci rendiamo conto delle ristrettezze economiche, ma non possiamo non evidenziare quanto e quante volte sia risultato strategico il ruolo dell’ingegnere nel garantire la sicurezza nelle progettazione delle opere e nella loro conduzione e manutenzione quest’ultima fase riportata purtroppo e puntualmente agli onori della cronaca quando si susseguono eventi calamitosi.

Rimandiamo poi alle personali riflessioni del lettore il ricordo e le relative considerazioni su una molteplicità di episodi, anche legati ad eventi calamitosi importanti, drammaticamente balzati agli onori della cronaca, in occasione dei quali nessuno ha osato disconoscere il ruolo e la responsabilità degli ingegneri anzi più spesso li ha eretti a principali imputati.