Teramo. “La Regione Abruzzo abbandona le imprese e i Confidi”

  - Di Veronica Marcattili

TERAMO – Le federazioni regionali datoriali Confindustria, Cna, Casartigiani, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Claai, Confapi, Cia, Confcooperative e Un.I.Pmi protestano contro la scelta della Regione di escludere i Confidi abruzzesi dalla gestione dei fondi destinati alla gestione delle garanzie per le imprese.

Il bando recentemente emesso dalla FI.R.A. (Finanziaria Regionale Abruzzese), su indicazione  dell’attuale Giunta Regionale, esclude totalmente i Confidi abruzzesi dalla gestione dei fondi comunitari (POR FESR) diretti allo sviluppo delle garanzie in favore delle imprese. Altri fondi comunitari di identica natura e destinazione, relativi al programma UE 2007/13, sono già attualmente gestiti dai Confidi abruzzesi in favore delle imprese con risultati di efficienza, trasparenza e velocità. Parliamo di un erogato di oltre 63 milioni di euro distribuito a quasi  mille aziende del territorio, senza alcun costo a carico della Regione

<La nuova strada imboccata dal Governo regionale – affermano le principali associazioni di categoria abruzzesi – è discutibile dal punto di vista tecnico e assurda da quello politico poiché ha espropriato il sistema regionale imprenditoriale delle garanzie dalla gestione dei fondi comunitari loro destinati, consegnandoli alle banche>.

<Maggiormente penalizzate da questa scelta dissennata – sostengono le federazioni datoriali che oggi protestano – saranno le migliaia di piccoli e micro imprenditori abruzzesi che non avranno più accesso al credito in quanto i loro Confidi sono in questo modo tagliati fuori dalla gestione delle garanzie loro destinate. Le logiche delle banche saranno completamente diverse da quelle cooperativistiche e mutualistiche dei Confidi e dunque indirizzeranno i fondi secondo procedure ben diverse da quelle di sostegno alle imprese più deboli, sacrificate sull’altare del potenziamento della FI.R.A>.

La preoccupazione delle organizzazioni degli imprenditori nasce dalle necessità di credito delle imprese più deboli che perderebbero così l’ultimo strumento di accesso al credito, non potendovi accedere direttamente per motivi di rating insufficiente, per impossibilità di ricorrere alle garanzie pubbliche del Mediocredito Centrale e per carenza di garanzie personali.

<Ciò porterà alla distruzione del sistema territoriale delle garanzie bancarie che per decenni ha permesso l’accesso al credito delle piccole e soprattutto delle micro imprese abruzzesi – dichiarano le sigle delle associazioni di categoria -. Grazie a queste scelte, la Regione Abruzzo  si aggiudicherà la “maglia nera” tra le Regioni italiane le quali, al contrario, si mostrano attente al sostegno e allo sviluppo del sistema regionale delle garanzie. Un esempio sono le Marche, il Lazio e la Puglia, per citare solo quelle più vicine, che sostengono le organizzazioni datoriali di garanzia e non utilizzano le Società finanziare regionali contro di esse ma, al contrario, elaborano programmi di comune rafforzamento e sviluppo>.

Per tutto questo, le federazioni promotrici della protesta invitano la giunta regionale <ad abbandonare la svolta verticistica di gestione delle risorse comunitarie e a tornare ad una politica che tuteli le tante piccole e micro imprese del territorio e le loro libere associazioni di garanzia>.