Teramo, al Festival internazionale del cinema ambientale protagonisti i paesaggi abruzzesi e dell’anima

  - Di eli

I paesaggi dell’anima, o anche paesaggi a mosaico, le cui tessere con un lento e millenario lavoro sono state composte dagli uomini, nel rispetto di un disegno originario tracciato dalla natura. Un esempio di questo paesaggio, minacciato purtroppo dal cemento, dall’invasione barbarica del brutto estetico e dal cattivo gusto, è quello che va dal lago di Penne al Gran Sasso descritto dal regista abruzzese Fernando Di Fabrizio, in un documentario che sarà proposto tra gli altri nell’ultima serata di giovedi 18 agosto a Teramo del Festival internazionale del cinema naturalistico ed ambientale, a partire dalle ore 21.00, in piazza Garibaldi.

Da non perdere anche gli altri due documentari in programma. Come ”Murcielago” a firma di Eduardo Berián, dedicato ai pipistrelli, unici mammiferi in grado di volare, spariti da molte città a causa di un’urbanizzazione sempre più spinta. Il film ci fa conoscere il caso particolare di Pamplona e della Navarra, dove vivono ben 25 specie di pipistrelli delle 33 che sono presenti in tutta la Spagna.

E infine ”I dimenticati” splendido cortometraggio girato da Vittorio De Seta nel 1959, ambientato ad Alessandria del Carretto, piccolo paese della provincia di Cosenza, “un mucchio di case vecchie, 1600 uomini e donne, un mondo arcaico, spento, dimenticato” dove le piogge e la neve durante l’inverno non consentono di lavorare. ma che torna alla vita in primavera celebrando la Festa dell’abete, rituale antico e meraviglioso.

Il festival dopo le tappe di Montereale e Castelvecchio Subequo in provincia dell’Aquila e Teramo, si concluderà il 20 agosto con il gran galà di premiazione di Tortoreto. La serata sarà condotta da Osvaldo Bevilacqua.

In attesa della consegna dei premi della Giuria e del Pubblico, alla Carriera, sono stati già resi noti i vincitori del Premio al divulgatore scientifico e del Premio al valore didattico.

Sono rispettivamente Vincenzo Venuto, biologo e conduttore televisivo, che deve la sua notorietà al grande e pubblico per la fortunata trasmissione di La7 Missione Natura, e Massimiliano Sbrolla, tra i più affermati documentaristi ambientali italiani, che con ”Sulle tracce dei ghiacciai” ha ripercorso passo passo le orme della spedizione alpinistico-scientifica del Duca degli Abruzzi sul ghiacciaio del Baltoro, nel Karakorum, con lo scopo di compiere, cento anni dopo, un’accurata analisi climatologica e di documentare, per la prima volta in maniera visiva, le trasformazioni glaciologiche e ambientali avvenute nel corso di un secolo.