Salvataggio ascolano per i Prati di Tivo: impianti aperti il 25 gennaio

  - Di Alessandro Misson

TERAMO – Il 25 gennaio la seggio-cabinovia dei Prati di Tivo riaprirà e a gestirla sarà l’imprenditore che “La Città” aveva annunciato. L’ascolano Marco Finori, titolare dell’omonima srl, ha presentato l’offerta delle tre giudicata migliore dall’assemblea dei soci della “Gran Sasso Teramano” che si è riunita in serata nella sede della Provincia. In poco più di un’ora, guidati dal liquidatore Gabriele Di Natale, i soci hanno valutato le proposte pervenute dal Consorzio “Gran Sasso-Prati di Tivo”, della società napoletana “Room Club” – che gestisce gli impianti a Scanno ma che proponeva soltanto un’apertura ‘part-time’ degli impianti nei week end, e della società Marco Finori, dando fiducia a quest’ultima. L’imprenditore di San benedetto del Tronto ha offerto una proposta che non prevede soltanto la gestione dell’impianto di risalita e del tapis roulant (fino alla fine della stagione estiva per 20mila euro) ma un investimento sull’attrattività della stazione sciistica, individuando in una serie di eventi promozionali, in particolare con campioni dello sport, e nella riattivazione del Rifugio Diruto e del Rifugio delle Guide, quel volano per far ripartire attorno alla stazione turistica del Gran Sasso teramano l’interesse dei turisti e degli appassionati della montagna.

IL PRESIDENTE. «Abbiamo vinto contro tutto e contro tutti – esulta il presidente Diego Di Bonaventura lasciando la sede della Provincia – Questo accordo apre la strada a una nuova era dei Prati di Tivo, perché offre una grossa opportunità per rilanciare un comprensorio che tanti avrebbero voluto vedere morto. Ma io sapevo che avrei dovuto metterci tutto l’impegno per dimostrare che si poteva fare e che questa località meritava attenzione. Ecco fatto, adesso lavoreremo ancor più a testa bassa per varare un bando pluriennale che riporti questo centro turistico a grandi livelli. E la dimostrazione che qui c’è del valore è questo interesse di un imprenditore non teramano che ha salvato la stagione».

IL LIQUIDATORE. Per il liquidatore Gabriele Di Natale la gestione approvata dall’assemblea della GST «è una sfida. Io non avrei riaperto senza le dovute garanzie, visto cosa è accaduto in passato. Adesso c’è un imprenditore serio, che ha interesse in questo investimento e che ha fornito garanzie maggiori rispetto ad altri competitor».

IL CAPO TECNICO. Finori ha anche trovato il tanto ricercato caposervizio, la figura tecnica indispensabile per la gestione degli impianti, decisiva per questo tipo di attività, con capacità anche di manutentore (ha già lavorato sulla seggio-cabinovia dei Prati di Tivo), un uomo che arriva dal Trentino e che già nel pomeriggio di ieri era in zona per le valutazioni del caso: l’ingegnere Alessandro Albasini già da oggi sarà ai Prati per dirigere le operazioni per riaprire gli impainti la prossima settimana, visto che nelle prossime ore l’impianto sarà riconsegnato formalmente alla GST dalla ditta che ha concluso i lavori di manutenzione.

LE PISTE. A dimostrazione che c’era comunque fiducia in Provincia attorno all’operazione di chiusura per la gestione temporanea degli impianti, alcune foto scattate ieri ai Prati di Tivo dagli appassionati (come quella che pubblichiamo), che mostrano come la preparazione delle piste fosse già in atto.

IL SINDACO. Soddisfatto anche il sindaco di Pietracamela, Michele Petraccia: «I problemi della Gran Sasso non sono nati oggi, le soluzioni che abbiamo individuato negli anni passati non sono andate bene ma questa soluzione adesso è ottimale – afferma il primo cittadino – D’altronde sapevo che questi potevano essere i tempi: di questo imprenditore si parla bene, credo che sia un buon incentivo per le possibilità di questa località turistica e che soprattutto porti aria nuova. Ma è indispensabile che si pensi a un bando pluriennale ma che non sia come i precedenti, perché noi siamo diventati esperti a fare bandi che poi vanno deserti. Dovrà essere attrattivo per chi vuole investire davvero sulla nostra montagna».