Ritorno a Savona

  - Di Simone Gambacorta

Alfred Hitchcock è l’intramontabile e ancora attualissimo re del giallo. Non sarebbe riuscito a inventare trame così ingarbugliate, avvincenti e deprimenti allo stesso tempo, come quelle che capitano in questa città e al suo calcio, per colpa di elementi discutibili, senza cervello, ma pronti anche a passare sul cadavere della propria madre per pochi danari. Si dirà che così è il calcio? No, è la stupidità e la colpa di chi li ha tenuti finora nel calcio.
Per questo ci stiamo avviando  a scrivere  un vero e proprio romanzo sul Teramo costellato di colpi di scena a ripetizione e di cui non conosciamo ancora la conclusione. Da domani inizia un’altra settimana di passione che avrà il suo epilogo il 23 o il 24, con la pubblicazione dell’ultima sentenza. Alla serie B, come richiesto dall’avvocato Cerulli Irelli, non osiamo neppure pensare. Non perché non sia possibile e auspicabile, ma per prevenire un possibile mal di cuore che va sotto il nome volgare di infarto. Il Teramo avrebbe le carte in regola per pretenderlo, ma due giudizi, non contrapposti ma sicuramente diseguali nella sostanza di condanna, non lasciano grandi speranze. Anzi, le affossano lasciando che il destino del Diavolo sia completamente affidato al Collegio di garanzia del Coni, presieduto dall’ex ministro Franco Frattini. Le speranze  di B, ci sarebbero state e sarebbero state concrete, se solo quel campionato fosse stato sospeso, almeno nella parte riguardante le squadre coinvolte nella vicenda. La B gioca o ha giocato la sua terza giornata di campionato (e l’Ascoli ha perso) per cui sembra evidente che le ragioni del Teramo siano state bocciate a priori. Non è accaduto nella Lega Pro e in serie D, il che significa che il Collegio di Garanzia del Coni vuole vederci chiaro, esaminare ancora attentamente la situazione per poi, decidere. Assieme alle legittimate pretese del Forlì.
Questa sospensione non ci è piaciuta. Nasconde molteplici insidie, ma si apre anche a molteplici speranze. Bisognerebbe essere nella testa dell’ex Ministro degli Esteri per sapere. Di lui comunque, non ci fidiamo: vuoi per il suo passato, vuoi per la sua ricerca di rilancio mirato soprattutto alla politica. Dal giudizio della Commissione, il Teramo può vedersi decurtati i 6 punti di penalizzazione così come potrebbero essere anche aumentati. Non vorremmo esaminare l’altra ipotesi, cioè quella di un annullamento del secondo grado di giudizio come richiesto dal Forlì e il ritorno in Serie D. Il Collegio del Coni può farlo, è nelle sue possibilità. Sarebbe il ritorno dal dramma alla tragedia senza più alcuna possibilità d’appello. Il Coni si serve dell’apparato della Procura Sportiva per conoscere la situazione e quindi, deliberare in materia. Dopo quel giudizio resterebbe solo la Magistratura ordinaria che eventualmente assolvendo Campitelli, creerebbe almeno un forte imbarazzo se non cause epocali per risarcimenti anche di natura sportiva. Poiché questa possibilità c’è, il Coni dovrà studiare non bene, ma benissimo le sue prese di posizione che non possono e non devono neppure lontanamente portare  all’applicazione della sentenza di primo grado. E tuttavia questo rischio esiste e dipenderà per molti versi da quello che avranno già raccontato gli uomini della Procura federale della Figc, che, senza apparire, sono stati a Teramo più o meno dal giorno della pubblicazione della prima sentenza. Sanno quindi tutto del comportamento di Campitelli e dei suoi uomini. Hanno avuto e forse hanno ancora sospetti che forse non sono stati fugati a causa di un comportamento ancora dilettantistico della società.
Il Teramo infatti, non ha usato, come suol dirsi in gergo legale, il comportamento del buon padre di famiglia, tutto teso a lasciar dimenticare ciò che era appena successo. Ha allontanato, con molto ritardo rispetto agli altri, il suo ds Di Giuseppe, quasi a voler dimostrare che non era successo niente e che magari lo stesso fosse solo una vittima e non un protagonista della combine di Savona. Che – ricordiamolo ancora per gli increduli – è esistita, è agli atti del Dirty Soccer (con tanto di registrazioni e localizzazioni ambientali alle quali ha creduto il Procuratore Palazzi, un Magistrato di sicuro spessore, che conosce molto bene la legislazione sportiva) ed è finita su ben due sentenze sportive.
Campitelli magari prenderà queste nostre note ascrivendole ad una visione contraria a lui e al Teramo. Dia retta, questo giornale è stato, è e sarà sempre al fianco suo e soprattutto del Teramo, ma non possiamo esimerci dalla constatazione di rappresentargli i fatti e le preoccupazioni, così come appaiono chiarissimi, dopo quattro mesi di can can, delusioni e illusioni. Nessuno può rimproverarci di non volere la salvezza del Presidente e della società nella quale continuiamo a credere ciecamente, ma la rappresentazione della realtà non può essere addolcita o condizionata. Nemmeno da noi stessi. I fatti sono fatti e ignorarli renderebbe un cattivo servizio a tutti, a cominciare da quei tifosi che sono ancora frastornati dalle grandi contraddizioni cui hanno dovuto assistere loro malgrado. A cominciare ancora dai contatti che la banda degli stolti continuò a tenere dopo il rifiuto della combine di due giocatori del Savona. Anche un ragazzino, che tenta di fregare un amico ricorrendo ad un terzo per le figurine, si sarebbe già fermato. Loro, tutti più o meno “condannati” da quel gesto, hanno proseguito invece imperterriti nella loro azione, fino in fondo. Forse pensavano che tarocare una partita fosse facile, poiché si ritenevano forse superdei in un Olimpo inaccessibile ai comuni mortali. Purtroppo l’esito delle loro convinzioni è coinciso con i sogni infranti dei teramani. Se  avessero fatto la stessa cosa in una categoria minore, magari la truffa sarebbe riuscita, ma in Lega Pro con società dal passato sortivo molto più sostanzioso di quello del Teramo come Reggio Emilia, Lucca, Ancona, Prato, e via di seguito, con controlli infinitamente superiori, non c’è più spazio per simili aberranti atteggiamenti. E sono arrivati a portare dentro un casino colossale città e Presidente che non dovrà vederli più per tutta la vita. Una storia che bisognava scrivere immediatamente una volta a conoscenza dei fatti. Campitelli, da quel buon uomo che è, ancora carico di genuini entusiasmi calcistici, non l’ha fatto e potrebbe pentirsene. Speriamo solo che non accada nulla di trascendentale e che Teramo possa ricominciare da dove aveva lasciato, riconquistando il primato in Lega Pro.
Intanto se il Teramo e il Savona resteranno in Lega Pro, il loro campionato  ripartirà dallo stadio Bonolis, il 26 settembre, con la partita Teramo – Savona.

FEDERICO DE CAROLIS