Ricostruzione, un primato polemico a Montorio

  - Di Simone Gambacorta

MONTORIO – La banda che suona l’inno nazionale, il taglio del nastro, la benedizione del parroco e la visita all’interno della struttura, tornata nuova dopo l’intervento di ristrutturazione realizzato grazie ai finanziamenti per il terremoto. Ma, a “guastare” quella che doveva una giornata caratterizzata dalla positività, ovvero la riapertura di palazzo Patrizi (chiuso in seguito al sisma del 2009), è stato uno striscione, piazzato su di un’abitazione che si affaccia proprio di fronte al giardino della struttura che sarà utilizzata in futuro come polo culturale per i cittadini montoriesi. Una sfida lanciata approfittando dell’evento. Un messaggio eloquente, lasciato su un lenzuolo bianco a caratteri cubitali che sottolinea come, per quel che riguarda la ricostruzione delle abitazioni private, si sia ancora in alto mare. «6 aprile 2009, dopo cinque anni quanto dobbiamo aspettare ancora?», questa la domanda che campeggia di fronte a palazzo Patrizi lanciata da alcuni anonimi montoriesi. Se da un lato, quindi, ieri mattina è stata inaugurata la prima struttura pubblica ricostruita post sisma, dall’altro, è stata la giornata in cui alcuni cittadini sono tornati a lamentare, e in modo eloquente, forti ritardi per quel che riguarda la ricostruzione delle proprie abitazioni, abbandonate all’indomani dell’aprile 2009.

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