Per gli infermieri è impossibile andare in ferie e da pediatria parte la rivolta contro la Asl

­­Cercate di non ammalarvi nei mesi che vanno da luglio a settembre perché c’è il rischio, serio, che in ospedale non siano in grado di prendersi cura di voi. L’affermazione è d’obbligo visto quello che sta accadendo da oltre un mese al reparto di pediatria del Mazzini di Teramo ma anche in altre unità dove il personale non viene mandato in ferie per mancanza di risorse umane. Così, lo stesso personale ha deciso di scendere in campo per denunciare quello che sta accadendo.
A parlare sono gli infermieri del reparto di Pediatria: «Non c’è un piano  – denunciano – la direzione non ci fornisce il personale indispensabile per programmare le ferie e non si riesce a capire quando possiamo prendere i nostri 15 giorni di riposo ampiamente maturati nel corso dell’anno».
C’è il blocco delle assunzioni: «La legge e i diritti non esistono in questa Asl – prosegue il personale infermieristico – abbiamo perso 4 unità andate in  pensione, ed il personale ha le ferie arretrate che non riesce a smaltire, non c’è un piano e non si sono, soprattutto, le sostituzioni…siamo ridotti ai minimi termini. In questa Asl – proseguono – tengono solamente all’immagine e non alla sostanza, un’immagine che la dirigenza getta negli occhi dei cittadini e basta. Oggi siamo al 25 giugno e vogliamo sapere quando possiamo andare in ferie. Abbiamo bisogno subito di 5 unità che sono state richieste a febbraio e nessuno ha risposto.  Sono state inviate due lettere sia alla Palmeri che alla Di Remigio , senza contare quelle inviate a Di Giosia e Di Marzio ma ad oggi nessuna risposta è giunta a noi. Adesso demandano al Capodipartimento».
Gli infermieri dicono: «Basta con gli straordinari e con i doppi turni perché c’è il rischio serio per i piccoli pazienti che non si riesca a garantire la sicurezza sul lavoro».
Si era ventilata l’ipotesi dell’accorpamento con ginecologia ma è stato dato seguito solo ad un’ala.  Ieri  il direttore sanitario Camillo Antelli si è trovato nel reparto e con una battuta avrebbe liquidato i presenti con un “chiudete la pediatria e andate a Sant’Omero”, perché adesso sembra che solo in Val Vibrata ci sia un ospedale e dei reparti di eccellenza rispetto a Teramo.  Il Capo Dipartimento Goffredo Magnanimi sostiene di non essere lui il “generale”, quello che può decidere e rimanda alla direzione generale ammettendo che il problema esiste eccome: «Il problema del personale c’è – dice – ed è un problema serio. Avevo suggerito in merito due soluzioni: o prendere il personale dai presidi periferici con riduzione delle attribuzioni o utilizzare al meglio il personale di Teramo in considerazione dell’accorpamento di ginecologia con pediatria in una sola ala, ipotesi questa scartata. Sto valutando il reperimento di 2 o 3 unità infermieristiche in ambito Asl o in ambito Teramo».  Il direttore sanitario Antelli  sostiene però che il personale c’è visto che sono state assunte 170 unità, forse è solo questione di organizzazione: «Non è colpa nostra – spiega – se nessuno prende le ferie da novembre a febbraio e poi queste si concentrano tutte in estate».
La questione riguarda altri reparti della Asl, anche quelli accorpati. I medici sono stati sollecitati a fare solo 15 giorni di ferie e non di più.
Lo scorso anno per permettere al personale di godere di quello che è un diritto, con la scusa dei lavori di ristrutturazione furono chiusi dei reparti a Sant’Omero e in questa maniera si riuscì a dare continuità ai servizi. Quest’anno, invece, le cose si stanno complicando creando malumori in coloro che i reparti li portano avanti: gli infermieri appunto che, per far valere le loro ragioni hanno denunciato tutto alla Cgil. Tanto per incominciare. Oggi ci sarà una riunione dei capi dipartimenti con la direzione generale e la questione tornerà in maniera forte sul tavolo del direttore sanitario che dovrà trovare una soluzione in assenza del Manager, che è ancora fuori per malattia.

Commenti

  1. gigi

    il problema è la cattiva gestione del personale , che viene fatta senza
    programmazione, perchè non si è capaci di essere al di sopra delle parti ( mi riferisco alla dirigenza infermieristica che non è capace di avere autonomia rispetto alla dirigenza medica ed amministrativa ), non si ha una visione aziendalistica , e non si comincia a pensare a gestire l’assistenza in base alla complessità assistenziale, c’è ancora fortemente un potere medicocentrico e una lobby medico-politica-affaristica della sanità, infine non vi è il controllo serio delle malattie e delle prescrizioni.inoltre si è incaricato alla direzione sanitaria della asl una persona che a mio parere non è in grado di gestire un reparto figuriamoci una direzione aziendale (nomine politiche/amichevoli?)

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  2. sandro

    il personale non c’è. antelli parla di 170 assunzioni ma sono stabilizzazioni di precari che lavorano da tanti anni. molti infermieri vanno in pensione e non vengono sostituiti mentre i nostri giovani infermieri devono emigrare per lavorare e qui dove serve non si assume anzi si taglia taglia taglia. l’ospedale di teramo da 680 posti letto fino al 2002 è passato a 450(chiusura geriatria,clinica medica , seconda chirurgia e semeiotica chirurgica) mentre nelle marche gli ospedali si arricchiscono con i nostri pazienti. comunque è strano che si lamenti la pediatria allora l’oncologia e le medicine con tanti pazienti allettati lavorano in turno 2 infermieri e un ausiliario. da ricordare che nella nostra asl non esistono gli oss delle figure di supporto fondamentali che in altre parti d’italia esistono da 10 anni. non si assume ma si sfruttano gli allievi infermieri è una vergogna ma ben gli sta alla asl di teramo parlano male delle gestioni del passato quando il presente fa schifo. hanno distrutto un ospedale all’avanguardia il gioiello del centro italia ai tempi di gino lolli e bernardo gramenzi

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  3. paolo

    il solito schifo organizzativo che ormai si ripete da anni… ho avuto la sventura di ricoverare un familiare a teramo in agosto due anni fa..una bolgia dantesca,accorpamenti furibondi di reparti con competenze diverse, caos assistenziale palpabile..roba da africa profonda–ma tanto vedo che le cose non migliorano–anzi peggiorano..molta apparenza ma pochissima sostanza

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  4. Mario Marchese

    Come si vede, c’è la ragione che viene a galla, e dò convergenza ai giudizi di GIGI, allorquando afferma della non capacità manageriale sia di Varrassi che dell’Ufficio di Direzione a gestire l’ASL teramana, nella quale si sta distruggendo le cose che funzionano, già da anni, e si creano o si mantengono le cose che funzionano poco o male o non necessarie. A parte la balla delle facili assunzioni di medici o infermieri o tecnici, che molti ospedali aspettano da due anni a questa parte,(facili e possibili a detta di Chiodi, non del sottoscritto), ma si stanno creando degli intasamenti di attiviità ceh prima non esistevano e che oggi avvengono, allorquando si condizionano o si vogliono distruggere attività produttive che hanno dato nel territorio una bella testimonianza della loro efficienza, vedi in Atri: Gastroenterologia, ORL,Maxillo Facciale, Medicina Nucleare, Radiologia, Ortopedia Generale, Chirurgia Generale, Diabetologia,Oculistica, Terapia della Riabilitazione ecc. ecc. Basta o si vuole parlare di Anatomia Patologica di Centro Trasfusionale o di Laboratorio Medico? Oppure di UTIC? Oppure di Anestesia e Rianimazione? Ci sarebbero tanti interventi da fare per razionalizzare la spesa, ma non quella di distruggere le cose che funzionano, non credete? Per esempio prima si preparavano i composti biomedici per le terapie oncologiche antitunorali in Atri, presso il Poliambulatorio, dal solito personale infermieristico di sempre, oggi, invece, si preparano a Giulianova, e, ogni volta che serve, c’è necessità di un intervento di una autista, di un infermeire, di una ambualnza, ma con quale spesa? Quanto prima non costava nulla? E questa la chaimate razionalizzazione della spesa? Un’altra considerazione? Prima in Atri il servizio di Copia cartelle cliniche, veniva gestito da due dipendenti di Atri (da 30 anni e passa), poi, per chissà quali volontà a risparmio, sic! Si è voluto esternalizzare, ma non perchè questi due servivano in qualche altra parte, ma, anzi sono stati comandati ad essere in sovrannumero in attività amministrative all’interno dell’Ente, dopo varie peregrinazioni di luoghi. Quindi con aggravio di spese, ed alla faccia del risparmio tanto ventilato, o erano ben altre le ragioni politiche? Io credo la seconda, carissimo Varrassi ed altri. Mi fermo per carità perchè mi sta già girando la testa. Mario Marchese – Comitato Difesa Ospedale di Atri

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