Giovani non amano le prescrizioni in spiaggia

  - Di Redazione

E’quanto emerge da un’indagine tra i balneatori giuliesi alle prese con i dettami delle linee guida

GIULIANOVA Nonostante i capricci del tempo, la stagione balneare è definitivamente partita. Domani, nel giorno più lungo dell’anno, l’estate farà il suo ingresso anche sul calendario. Un’estate diversa dalle altre, assediata dalle misure anticontagio e appesantita dalle incertezze sul futuro, anche a breve termine. Malumore, nei giorni scorsi, è stato espresso dagli operatori su scala nazionale. Troppo disinvolta, per non dire disobbediente, è stata definita la clientela, specie quella del week end. La situazione potrebbe addirittura peggiorare, se la percezione del rischio Covid 19 dovesse diventare via via più blanda. “Per ora, le presenze sono state fortemente condizionate dall’instabilità del tempo – commenta Andrea Marà, titolare della stabilimento “Costa Verde” – Nei primi giorni del mese, con un sole meno timido, è stato boom di accessi in spiaggia. Le nuvole, ed era inevitabile, stanno frenando in queste ore entusiasmo e spostamenti. Le famiglie, da quello che stiamo osservando, sono le più disposte al rispetto delle regole, regole che, in ogni modo, si stanno facendo meno restrittive. I giovani, e c’era da immaginarselo, sono invece molto più restii agli obblighi e alle precauzioni. Credo che gli chalet frequentati soprattutto da ragazzi abbiano maggiori difficoltà. I disagi, quando ci sono stati, hanno riguardato il distanziamento negli ombrelloni, specie quelli delle prime file, diminuiti di numero. Cerchiamo, ogni volta, di trovare il giusto compromesso tra l’applicazione delle misure imposte e la soddisfazione del cliente. Più facile, per i bagnanti che hanno sempre contato sulla tutela della privacy, vivere il mare senza la tentazione dell’assembramento. Sullo stabilimento le mascherine sono indossate da tutti. Non così, comprensibilmente, sotto l’ombrellone. Di una cosa, però, sono convinto: le linee guida perdono di senso, e sono dunque facilmente ignorate, quando non sono trasformate in servizi. La gente si adegua, voglio dire, solo se ad ogni limitazione corrisponde una possibilità di fruizione diversa, sotto certi aspetti anche migliore.” Dell fatto che giugno sia stato un mese non esaltante, è convinto anche Giovanni Tafà, proprietario dello stabilimento “Dino’s”. “E’ stato un avvio sotto tono rispetto agli standard cui eravamo abituati – commenta – Certo, il tempo non ha remato a favore, ma credo che le maggiori responsabilità siano nella paura della diffusione del coronavirus. Speriamo che il mese decolli, altrimenti la situazione si farà preoccupante. L’impressione è che le persone, per ora, preferiscano stare a guardare, aspettare l’evolversi degli eventi.

In spiaggia e al ristorante, finora, non abbiamo avuto alcun problema. Le prenotazioni delle attrezzature, anzi, sono più consistenti rispetto agli altri anni. Speriamo che sia davvero un buon segnale.” Parla invece di “selezione naturale” Daniele Tarantella, titolare dello chalet “Azzurro Mare”. “Per quanto mi riguarda – dice- ho messo in atto scrupolosamente tutte le prescrizioni previste nei decreti e nelle successive ordinanze. Questo ha prodotto una scrematura automatica della clientela. C’è stato chi non ha gradito, ed ha cambiato stabilimento. Altri, per fortuna la maggioranza, hanno invece apprezzato la tutela rigorosa della sicurezza, sono rimasti e, in fondo senza grossi sacrifici, si sono adeguati alle nuove regole. Separare l’ ingresso dall’ uscita può sembrare una banalità ed invece è una precauzione che ha un senso preciso e, in prospettiva, può dirsi indispensabile. La difficoltà maggiore? Per i genitori, l’irrequietezza dei figli, specie se molto piccoli. Anche per loro, a breve, riapriremo l’area gioco, impegnandoci a sanificarla con meticolosità. Per luglio e agosto abbiamo tante prenotazioni, anche da fuori. Noi, pure nel prossimo futuro, non cambieremo rotta. Sono sicuro che i turisti, nonostante la piena estate, ne saranno felici.” Non nota grandi differenze, in quanto a quantità e qualità dei clienti, Claudio Leone, proprietario del “Lido Cesare”, sul lungomare Spalato. “ Si fa molta fatica a far comprendere l’importanza dell’autodisciplina – commenta– Si deve avere pazienza e, con un po’ di attenzione, si riuscirà a mantenere alto il livello dei servizi, come richiesto in vista di un’estate serena.”

Marzia Tassoni