Osterie d’Italia 2019: premio speciale per Zenobi di Colonnella

  - Di Veronica Marcattili

COLONNELLA – E’stata presentata a Torino, nella giornata conclusiva di Terra Madre Salone del Gusto, la guida alle Osterie d’Italia 2019 di Slow Food Editore. Un punto di riferimento per appassionati di enogastronomia, siano essi addetti ai lavori o “semplici” cercatori di gusto e tradizione lungo lo Stivale. L’edizione di quest’anno conta diverse novità, compresi un decalogo dell’Osteria contemporanea e sei premi speciali conferiti a locali secondo specifiche peculiarità.

ZENOBI PREMIO SPECIALE. L’Abruzzo e la provincia di Teramo sono significativamente presenti nella Guida con diverse realtà ed uno dei sei premi speciali se lo è aggiudicato “Zenobi”, osteria di Colonnella che vede ai fornelli l’esperta cuoca Patrizia Corradetti. “Miglior tradizione”: questo il riconoscimento che Osterie d’Italia 2019 di Slow Food gli ha voluto conferire sulla base dell’attenzione prestata alla ricerca dei prodotti locali e al rispetto della cucina tradizionale. Un bel successo per i titolari di “Zenobi”, ma per l’intero territorio teramano.  Nella Guida sono segnalati ben 1617 locali (con 133 new entry), tra le quali si evidenziano 213 osterie da visitare per la notevole selezione di formaggi, 361 con la carta dei vini particolarmente attenta al territorio, 484 con un orto di proprietà, 370 che propongono un menù vegetariano, 321 con possibilità di alloggio.

LE CHIOCCIOLE IN ABRUZZO. Il meglio, poi, è indicato col simbolo di Slow Food, la famosa “chiocciola”: sono 279 le  chiocciole, cioè i locali che meglio incarnano il modello di osteria e in Abruzzo se ne contano 11, di cui 4 in provincia di Teramo. Ecco quali sono: PerVoglia Castellalto (Te), Zenobi Colonnella (Te), La Bilancia Loreto Aprutino (Pe), Borgo Spoltino Mosciano Sant’Angelo (Te), Sapori Di Campagna Ofena (Aq), Taverna De Li Caldora Pacentro (Aq), Taverna 58 Pescara,Font’artana Picciano (Pe), Vecchia Marina Roseto Degli Abruzzi (Te), La Corte Spoltore (Pe), Cibo Matto Vasto (Ch).

IL DECALOGO. Come detto, fra le novità di quest’anno c’è il decalogo dell’Osteria contemporanea che deve essere: accogliente e conviviale; deve avere un giusto rapporto qualità prezzo; conosce a fondo la materia prima che usa; lavora prodotti prossimità; sa proporre il vino anche se è quello della casa (“si valorizza insomma il primo simbolo che adottò la guida, che arrivò prima della chiocciola”); non ha menù degustazione; non scimmiotta il ristorante importante ed è fiera delle sue radici popolari; è moderna senza rinnegare il passato; non insegue le mode, ma spesso le anticipa; ha un bravo oste o più d’uno.