Nuovo arresto per Gavioli e Faggiano…a Napoli

Nuovo ordine di arresto per Stefano Gavioli e Giovanni Faggiano, già al vertice della teramo Ambiente, prima dello scoppio dell’inchiesta che ha coinvolto l’imprenditore veneto. Questa volta a Napoli legato sempre alla questione dei rifiuti. La Guardia di Finanza e la Digos di Napoli hanno eseguito in varie località della Campania, Puglia e Veneto 16 ordinanze di custodia cautelare – 9 in carcere e 7 ai domiciliari. Nel mirino imprenditori, professionisti, dirigenti di un istituto bancario, un sindacalista, ex dipendenti della società Enerambiente spa, azienda che ha gestito il servizio di igiene urbana a Napoli ma anche a Teramo, come partner privato della Team. Bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, ricorso abusivo al credito, corruzione, estorsione e riciclaggio, sono le accuse.
La polizia giudiziaria ha effettuato anche numerosi decreti di perquisizione disposti dalla Procura della Repubblica di Napoli. L’inchiesta ha esplorato la complessa rete di rapporti intercorsi tra la società in house del comune di Napoli – Asia – la Enerambiente, che dal 2005 al 2010 ha gestito il servizio di igiene urbana nel capoluogo napoletano e che sino al 2010 ha svolto in appalto da Asia il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani  nella città di Napoli e le società cooperative cui la Enerambiente ha affidato lo svolgimento di una parte del servizio.
Tra gli arrestati in carcere ci sono gli l’ex amministratori delegati di Enerambiente, Giovanni Faggiano, e Stefano Gavioli, gli ex commercialisti del gruppo Gavioli, Paolo Bellamio ed Enrico Prandin, l’avvocato Giancarlo Tonetto, legale dello stesso gruppo, Stefania Vio, socia n affari di Faggiano. Ai domiciliari è finito anche Alessandro Arzenton ex direttore generale della Banca del Veneziano , un altro ex dirigente dello stesso istituto, Mario Zavagno, e Manuela Furlan, ex direttrice di filiale della Banca del Veneziano. Ai domiciliari sono finiti anche i fratelli Maria Chiara e Stefano Gavioli, la moglie di Faggiano, Monica Dentamaro, e Gaspare Giovanni Alfieri di Torre Annunziata, amministratore di fatto della Oplonti Group Srl. Ordinanza in carcere, invece, per Vittorio D’Albero, napoletano, sindacalista della Fiadel (settore igiene ambientale).
Le investigazioni sono partite nel settembre 2010, a seguito della devastazione dell’autoparco di Enerambiente a opera di lavoratori delle coop subaffidatarie del medesimo servizio (ci furono sei arresti di persone legate alla Davideco Scarl, la cooperativa di lavoro interinale che con Enerambiente aveva stipulato una «convenzione di servizio»). L’indagine proseguì e si accertarono violazioni nel rapporto tra l’Asìa, società in house oggi deputata ad assolvere direttamente il servizio di raccolta, e le società appaltatrici come Enerambiente. In particolare violazioni del capitolato e del divieto di subappalto, la corruzione di funzionari pubblici, «violenze e intimidazioni da parte di spregiudicati sindacalisti e dall’appaltatrice Enerambiente in danno di Asìa e del Comune di Napoli nei mesi di novembre-dicembre 2010.

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