Non c’è pace per il Teramo

  - Di Simone Gambacorta

Questo Teramo non ha pace. La decisione del Coni di sospendere le partite delle squadre interessate dai processi non è sicuramente un buon segnale. Solitamente  quando il Coni è intervenuto nelle questioni calcistiche l’ha fatto sempre per mitigare le pene. Con Frattini può darsi che cambi tutto. Non è un uomo che va per il sottile l’ex Ministro degli Esteri di berlusconiana memoria. Guarda anche ai suoi interessi personali forse ancor prima che alla giustizia. Potrebbe esserci un Teramo che  continua nella sua categoria, la Lega Pro, ma potrebbe esserci anche un sommovimento capace di sconvolgere ogni previsione logica. Campitelli se l’è preso ancora con i giornalisti, rei di attizzare il fuoco su un argomento molto fragile come Tribunali e Coni. Ma non sono stati i giornali a taroccare la partita di Savona. Sono stati piuttosto i collaboratori scelti (purtroppo) dal Presidente a combinare guai inimmaginabili per una città e per i tifosi. Tutti tranquilli e fino a maggio entusiasti. La decisione della sospensione dei campionati da parte del Coni non autorizza all’ottimismo ma richiama alla memoria solo cattivi pensieri. Vuoi per la figura del Presidente, vuoi perché il Coni non era mai intervenuto così pesantemente in questa materia. Frattini non guarda in faccia alla gente ma chissà che non stia a guardare altro. È certo che vuole tornare sulle pagine dei giornali per dimostrare d’essere ancora qualcuno che conta dopo la scomparsa dalla politica attiva. Per questo è un elemento pericoloso. Finora il Coni non era quasi mai entrato nelle decisioni dei Tribunali calcistici se non per addolcire le sentenze. In questo caso non riusciamo a decifrarne le intenzioni per questo abbiamo detto che può accadere di tutto e di più.

Non si sospendono le partite di due campionati se ci sono state due sentenze. Il Coni dovrebbe essere come la Cassazione per la Giustizia civile: vi si ricorre per diritto e non per il merito. Se Frattini farà valere tesi contrarie alla tradizione consolidata? Chi può dirlo? Quando nei Tribunali entra la politica, nella fattispecie sempre di un ex politico si tratta, non si sa mai come va a finire. Si sa cioè che alla fine tutti possono rimanere scontenti.
Al Teramo bisogna riconoscere che era arrivato in serie B, e che una sola partita è finita sotto inchiesta. Per il giudice sportivo basta solo l’intenzione del tarocco, anche senza nessuna prova (e questo particolare si dimentica sempre), che non è il caso del Teramo. Se c’era poi la responsabilità diretta del Presidente era giustissima la retrocessione in serie D. Non è stata acclarata nonostante molti indizi e per questo nell’appello la prima sentenza è stata corretta, lasciando il Teramo in Lega Pro. Adesso che si ha intenzione di fare? di rimettere tutto in discussione e tornare alla sentenza di primo grado?
Non si può e non si deve. Se proprio il Coni volesse rispettare le regole dovrebbe attendere il Tribunale penale per emettere il suo verdetto. Se Campitelli venisse prosciolto, e le possibilità che se la cavi, proprio perché non esistono prove dirette, sono molte, che farà dopo il Coni? Per la prima volta nella storia del calcio italiano ordinerà di ricominciare i campionati dall’inizio ridando al Teramo quel che era del Teramo. Il Tribunale sportivo, in secondo appello, deve aver pensato proprio a questo nella persona del suo valido Presidente. Il Coni si comporterà in maniera diversa da un Tribunale della Repubblica italiano, smentendolo addirittura? Sarebbe il primo caso di due giustizie che viaggiano all’opposto nello stesso Paese e sul medesimo argomento. Per questo speriamo che non succeda un bel nulla e che tutto sia lasciato così come è stato deciso, il che rappresenta pur sempre una grossa beffa per il Teramo che avrebbe avuto diritto alla B con penalizzazione a nostro avviso.
Vedremo cosa accadrà. È certo che c’è poco da fidarsi, anzi l’esperienza insegna – proprio quella recente – che la Giustizia sportiva può avere non una o due facce, ma persino tre. Nel qual caso si tratterebbe di un vero e proprio scandalo di cui nessuno avverte la necessità. Se Frattini poi lo vuole a tutti i costi, allora faccia pure. Ne potrebbe pagare le conseguenze, che lo sotterrerebbero definitivamente invece di riportarlo in  auge. Insomma non va bene aver sospeso il campionato delle squadre interessate, ma sarà scandalo intervenire sulle sentenze dei Giudici Sportivi.
Per quel che riguarda Campitelli nella conferenza stampa di ieri ha anche detto, quasi a voler sottolineare che non riesce a mettere insieme una squadra competitiva e capace di rivincere, che tre giocatori hanno rifiutato Teramo, dopo che i giornali hanno parlato nuovamente del pericolo serie D. I giornali hanno il diritto, se non offendono nessuno, di dire la verità e se i giocatori hanno rifiutato, va sottolineato che evidentemente non meritavano questa squadra e questa città. Ma di questi disguidi ne capiteranno ancora e non c’è da scandalizzarsi più di tanto, né da inveire a torto contro i giornali e i giornalisti. Non sono loro ad aver taroccato Savona-Teramo. Piuttosto il Teramo, come è stato precisato ieri, non ha un Direttore Sportivo. Una scelta non proprio bellissima e appagante da parte del patron e che lascia la porta aperta a quelle illazioni che avevamo captato nei giorni scorsi pur non vivendo a Teramo. Campitelli può ben fregarsene, ma le sue scelte non aiutano certo ad avere una visione totalmente nuova su una società che avrebbe avuto bisogno – già all’indomani della prima condanna – di sotterrare il vecchio per aprire le porte al nuovo e soprattutto ad una nuova mentalità. Al contrario, tutto sembra rimasto fermo a un provincialismo che non si è rivelato neppure sano. Come accadeva una volta, quando almeno si era “poveri, ma belli”.

FEDERICO DE CAROLIS