Migliorie mai fatte cooperative edilizie sotto inchiesta

Finiscono nell’occhio del ciclone alcune cooperative che nell’ultimo ventennio,  ed in particolare dal 1991 in poi, hanno costruito immobili ed appartamenti “traendo in inganno”, secondo il magistrato che ha aperto l’inchiesta,  coloro che avevano aderito a tali cooperative.
La Procura,  ed in particolare il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, ha aperto un fascicolo nei confronti dei titolari delle cooperative teramane che hanno dato il via alla costruzione di oltre 600 appartamenti nelle zone Peep di Colleatterrato Basso e Alto, a San Nicolò a Tordino e a Piano D’Accio. Secondo la denuncia presentata da un malcapitato finito nell’ingranaggio, il signor A.F.,  la presunta truffa si sarebbe concretizzata da parte degli amministratori delle stesse cooperative, e ai danni dei soci sottoscrittori, nel momento in cui sarebbero state definite  le migliorie degli appartamenti. Operazione, questa, alla quale non tutti hanno poi aderito, determinando così un disequilibrio tra il reale valore dell’immobile e il cosiddetto prezzo massimo di cessione desunto dagli atti comunali, sulla base del quale le cooperative avevano poi diritto ad una serie di agevolazioni e contributi. facendo risultare migliorie inesistenti, è ovvio che il sistema non si regge, ai danni di chi risulta titolare di una casa di un certo valore, e su quello paga tasse e altro, ma che di quel valore non godeperché non esiste.

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