Lino Befacchia: «Tutta la mia esperienza al servizio del Braga»

  - Di Veronica Marcattili

TERAMO – “Oggi il Conservatorio Statale di Musica ‘G. Braga’è come la nave di Ulisse: ha superato la tempesta, è entrata nella darsena e ora occorre guidarla per l’attracco nel porto, quindi vanno usate altre cautele. Vengo dal mondo della scuola, in cui sono entrato nel 1963 sino al 2007, e nella mia Presidenza metterò tutta l’esperienza del mio mestiere. Ovviamente ringrazio chi mi ha preceduto, l’avvocato Sergio Quirino Valente, ricordando che nella staffetta il nostro compito è quello di portare il testimone avanti, e noi siamo solo piccoli staffettisti nella corsa del tempo”. Lo ha detto il professor Lino Befacchianel corso della conferenza stampa di ufficializzazione del conferimento della carica di neo-Presidente del Conservatorio ‘Braga’, per il prossimo triennio, subentrando all’avvocato Sergio Quirino Valente. Presenti oggi lo stesso avvocato Sergio Quirino Valente, il neo-Presidente Befacchiae il Direttore del Conservatorio, il Maestro Federico Paci.

“Il Consiglio Accademico – ha ripercorso brevemente il Direttore Paci – ha proposto il nome del professor Befacchia lo scorso giugno all’interno di una terna che vedeva anche la presenza di altri due professionisti, Francesco Capanna e il dottor Giovanni Rapisarda. Lo scorso 15 ottobre è stato firmato il Decreto ministeriale con la nomina del professor Befacchia e ringrazio le altre due personalità che hanno accettato di far parte della terna, dando la propria disponibilità a ricoprire l’incarico, così come ringrazio il Presidente uscente Valente per i tre anni trascorsi insieme: siamo partiti da un Istituto pareggiato, con tutte le sue problematiche, e siamo arrivati a un Conservatorio Statale che sta funzionando bene, lo dicono i numeri con le iscrizioni che quest’anno hanno raggiunto i 350 studenti, e siamo uno dei 3 o 4 Conservatori che sono partiti con la riforma. Abbiamo riconquistato la fiducia del territorio, abbiamo lavorato molto sul sociale che è stato sin dall’inizio il nostro indirizzo, ovvero quello di riportare la nostra Istituzione musicale sul territorio, superando l’isolamento e uscendo dal Palazzo Braga, e ci siamo riusciti”.

“Io sto andando via col sorriso, felice della scelta personale e professionale che si riverbera su quella che è la mia cultura – ha osservato il Presidente uscente Valente-. Avevo accettato la sfida più di tre anni fa, assumendo la guida del Conservatorio, per offrire un servizio all’Istituzione, considerando che ho sempre vissuto nella musica, la amo, ed era deprimente pensare che in una città che stava chiudendo, chiudesse anche il Conservatorio. Quindi ho pensato fosse giusto restituire qualcosa alla mia città e nel Conservatorio ho portato le mie idee, i miei principi, lavorando con un ottimo Consiglio d’Amministrazione, con i direttori Federico Paci e Tatjana Vratonjic. Ovviamente ho accettato la sfida a tempo, con una mentalità molto americana ossia che dopo tre anni arrivano le ragnatele e bisogna lasciare. E dopo tre anni ritengo che la mia mission sia stata compiuta. Oggi ringrazio tutti coloro che si sono stretti attorno al Conservatorio, i docenti, il personale, pensate che il primo contatto diretto con il Cda l’ho avuto sotto i portici di Teramo, perché il Conservatorio non aveva più una sede e gli studenti suonavano in strada. E allora ho capito che occorreva dare una possibilità a quei ragazzi per aiutarli a realizzare il sogno della propria arte. Oggi posso dire che ‘è andata’ – ha proseguito l’avvocato Valente-: credo di poter conferire al nuovo Presidente, il professor Befacchia, un teramano sempre impegnato per la sua città, un teramano verace, la possibilità di continuare l’opera iniziata e che speriamo possa essere portata avanti. Abbiamo dovuto sanare l’ex pareggiato, ma nonostante le crisi siamo riusciti a portare il Conservatorio fuori dalle sue mura, abbiamo suonato a Roma, nella Camera dei Deputati, abbiamo suonato sui monti, al mare, perché la Direzione artistica non si è mai persa d’animo. Oggi il Conservatorio è finalmente vivo, vive di luce propria, il nostro obiettivo era di dare centralità al Conservatorio e ci siamo riusciti, abbiamo chiuso la transazione con la Regione e simbolicamente come Cda consegniamo al professor Befacchia le chiavi del Conservatorio, ovvero le chiavi di una macchina, non dico perfetta, ma perfettibile”.

“Sicuramente – ha aggiunto il professor Lino Befacchia– le cose difficili, quelle che sembravano più insormontabili, sono state spianate, resta qualche dettaglio, ma la cosa più importante è che è stata ripristinata la credibilità di un’Istituzione su cui non tutti hanno puntato, anzi talvolta sembrava che la città sopportasse la presenza del Braga, che ha invece 123 anni di storia, ha una storia alle sue spalle, e dopo 123 anni nessuno può pensare di metterne in dubbio l’esistenza. Ringrazio per l’impegno profuso i docenti, il personale, che hanno camminato al buio, e hanno saputo riannodare i rapporti con la città, i nostri professionisti e studenti hanno suonato in carcere, in ospedale, ovunque, dunque quella del Conservatorio è una sfida vinta al 99 per cento e io spero di poter completare quell’1 per cento che ancora resta lavorando in continuità con il passato. Io ci metterò la cultura del lavoro e la volontà: sono quattro gli ingredienti fondamentali, ovvero il lavoro, il sapere, la cultura e l’educazione e allora Teramo avrà la possibilità di puntare in alto anziché continuare a celebrare gli aperistreet. Il Conservatorio è uno strumento per il rilancio del territorio e io sono molto fiducioso, come lo sono stato negli anni delle mie Dirigenze scolastiche, quando ho visto che gli studenti che uscivano erano migliori rispetto a quando erano entrati”.

CHI E’. Lino Befacchia, classe 1944, ha conseguito nel 1968 la Laurea in Pedagogia, risultando idoneo a due Concorsi a Cattedra. Dal 1963 al 1966 è stato Educatore presso il Convitto Nazionale ‘Delfico’; dal 1968 al 1971 Docente A.T.I di Materie Letterarie S.M.; dal 1971 al 1992 Docente di ruolo di Filosofia e Storia; dal 1971 al 1992 Commissario per gli Esami di Stato per Filosofia e Storia; dal 1992 al 2007 Presidente delle Commissioni Esami di Stato, ricoprendo svariati incarichi per il Miur, come Presidente delle Commissioni dei Concorsi a cattedra, Direttore di corsi abilitanti e Presidente delle Commissioni d’esame, Docente formatore di insegnanti elementari. Dal 1992 al 2007 è stato Dirigente scolastico di ruolo nei licei nelle sedi di Magenta, Urbino, Ripatransone, Nereto, Giulianova e, infine, al liceo classico di Teramo. Dal 2008 al 2015 è stato nella Fondazione Val Vibrata College di Corropoli e Dirigente scolastico nell’Istituto paritario ‘D’Annunzio’ scientifico con indirizzo aeronautico.

(Nella foto, Lino Befacchia e Federico Paci)