IL MOSTRO MARINO DEL CERRANO

  - Di Alessandro Misson

Prima ha deluso i vongolari, cui per anni è stato promesso che avrebbero continuato a pescare, nonostante di norma non sia consentito nei parchi marini. Poi sono arrivate le incongruenze rappresentate dai balneatori di Silvi, che per garantire il soccorso ai bagnanti, sono stati condannati ad utilizzare i pattini, anziché le più veloci moto d’acqua. Poi sono scattate le multe alle auto in sosta sotto la pineta, che non potevano più stare lì. Poi le contravvenzioni ai turisti lungo la Statale Adriatica, perché la sosta oltre la ferrovia (anche lì) non è più consentita. Adesso se ne sono accorti anche a Pineto, dove non sono più consentiti i pic-nic, nemmeno nelle aree attrezzate. Mentre alla Torre di Cerrano per anni si è continuato ad organizzare bellissime feste, con grande musica e cene, sperando che l’AMP (come in effetti fa) portasse progetti e fondi dall’Europa per la tutela della natura, in pochi si sono presi la briga di spiegare davvero ai silvaroli, ai pinetesi e ai turisti cosa fosse davvero un parco marino: cioè un’area dove l’attività umana, anche quella preesistente, è subordinata rispetto alla salvaguardia della natura: che si tratti di dune, uccellini o vongole. Un’area dove l’attività umana, anche preesistente, è soggetta a regole ben precise e non derogabili. Insomma, il contrario di ciò che tutti normalmente intendono per vacanza al mare. Così, dopo anni di giubilo per l’esistenza dell’Amp, che è e resta un vanto sotto molti punti di vista, ecco che l’applicazione delle regole da parte del nuovo presidente scontenta tutti: i vongolari, i balneatori, i turisti della domenica, gli amanti dei pic nic, i pescatori da spiaggia, i ristoratori e i venditori di canotti, che con le regole – e questo andava spiegato – avranno molti più guai che vantaggi dal parco (mostro) marino.