Il cannone non piace al comitato “Lido”

  - Di Redazione

Promosso un minisondaggio virtuale sulla collocazione in via Ippodromo: nessuno si è detto favorevole

GIULIANOVA – “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”, cantava qualcuno all’alba della Guerra fredda. A Giulianova, i fiori, nei cannoni, potrebbero metterceli davvero. Il cannone, nello specifico, è quello che l’associazione Artiglieri d’ Italia ha in animo di piazzare al centro della rotonda di via Ippodromo, in memoria dell’artigliere Pietro Quaranta e dei caduti di tutte le guerre. L’imminente arrivo del vecchio faro del porto sulla rotatoria di via Di Vittorio, ovvero nel punto esatto a cui il cannone era stato inizialmente destinato, ha sollevato nuovi interrogativi sulla sorte del cimelio. In un articolo pubblicato due giorni fa da “La Città”, il tenente in congedo Rosario Cupini aveva confermato le intenzioni della locale sezione dell’ Associazione Artiglieri d’Italia. Il progetto, cullato per mesi, andrà in porto.

L’obice, disse, con tanto di targa retroilluminata, sarà posizionata sulla rotatoria di via Ippodromo. I permessi ci sono. La precedente giunta diede l’assenso. Basterà comunicare l’inizio dei lavori all’ Ufficio tecnico. Il tenente, purtroppo, non aveva considerato il comitato Lido e soprattutto la possibilità di raccogliere pareri ( ed emettere verdetti) con un tocco dell’indice sulla tastiera dei cellulari. La comunità dei residenti, destatasi di soprassalto al riaffiorare della questione, ha infatti promosso, nelle scorse ore, una rapida consultazione on line. Dal sondaggio è emerso un unico dato certo: nessuno, almeno tra i partecipanti, è favorevole al posizionamento del cannone.

Neanche una timida vocina a dire sì. L’unica distinzione è nella veemenza nel diniego e nella possibilità, emersa a tratti, di delocalizzare il cannone in altra sede. In sostanza, c’è chi dice un no tondo tondo, chi ipotizza una sede diversa, in centro storico o nel parco delle Rimembranze. all’ingresso del cimitero. Come non bastasse, chi non l’ha voluto all’ Annunziata è tornato a far capolino sostenendo che l’intera città, e non un solo quartiere, avrebbe il dovere di manifestare ostilità al monumento. Una pioggia di proclami pacifisti è piovuta sul progetto dell’ Associazione Artiglieri, che, in realtà, aveva già avuto modo di precisare come l’intento dell’installazione fosse, al contrario, quello di essere monito a che nessuna guerra abbia a ripetersi.

Collegato all’iniziativa, anche un concorso rivolto agli studenti giuliesi. A loro destinata anche la conoscenza della vita eroica di Pietro Quaranta, che, a prezzo della vita, persa a 22 anni, volle testimoniare valori forse oggi poco praticati: la coerenza, la lealtà, l’amor di patria. L’obiettivo dell’ associazione presieduta da Cupini, o almeno le modalità per raggiungerlo, sta incontrando però resistenze fortissime. C’è chi addirittura ha suggerito sardonicamente la restituzione dell’ obice, chi di farne un vaso porta fiori. Il cannone, si ricorderà, era stato donato dal Comune di Tortoreto, più volte ringraziato dagli Artiglieri d’Italia. Il sindaco pare allargare le braccia, quasi a dire di non poter comunque non tener conto del parere della maggioranza. In tempi di relativa tranquillità, i promotori del progetto affermarono che, in caso di aperta contrarietà, avrebbero portato altrove l’iniziativa. Si attendono sviluppi, dunque, per quanto la strada paia segnata. 

Marzia Tassoni