Il bonus bicicletta (ri)spinge al Bike Sharing

  - Di Redazione

Verna precisa che un progetto perché possa camminare, deve avere la contezza della forza dei numeri

TERAMO – Il “bonus bicicletta” impacchettato dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e di cui sarà assegnatario anche il Comune di Teramo, come pure tutti gli altri capoluoghi che contano più di 50mila abitanti, riaccende un bell’occhio di bue sul tema della mobilità light in città e delle potenzialità che, su questa scia, potrebbe ancora esprimere. Certo, il condizionale resta pur sempre d’obbligo perché è sotto gli occhi di tutti come sia finito in modo deludente l’ambizioso progetto brucchiano del bike sharing di una Teramo che si proponeva di essere città del pedone e della bicicletta. Così come poi, ad onor del vero, sulla distanza non ha saputo essere.

Adesso però i tempi sono cambiati e, sotto la spinta delle linee guida essenziali per limitare al massimo il rischio da contagio Covid 19, potrebbe essersi finalmente maturata anche una diversa sensibilità alla cultura di una mobilità leggera. Sempre là dove sia possibile praticarla, perché é chiaro che non può essere neppure demonizzato l’uso dell’auto. Certo è che. A Palazzo, ad una ipotesi di bike sharing da terzo millennio si sta lavorando in maniera serrata già da un paio di settimane.

Bike sharing. Lo conferma l’assessore con delega al Traffico, Maurizio Verna, puntualizzando come sul tavolo ci siano diverse opzioni allo studio. Fermo restando, però, che un progetto perché possa camminare. deve avere la forza dei numeri e di questa forza si deve avere la piena contezza. Tradotto: allestire una serie di postazioni di bike sharing in città potrebbe poggiare su dei numeri convincenti in quanto a utilizzo? E questo tenendo conto che chi fruisce del bike sharing in linea di massima difficilmente è il teramano in sé ,che magari una bici ce l’ha oppure potrebbe sempre acquistarla adesso anche sotto la spinta del bonus mobilità.   «La disponibilità delle bici nelle postazioni – osserva Verna – è infatti più che altro funzionale a chi capiti saltuariamente in città e voglia potersi muovere con una certa libertà da un punto all’altro ». E non è detto che siano numeri esponenziali, tali da sorreggere un eventuale investimento. In ogni caso con questi numeri bisogna fare mi conti , sintetizza l’assessore che comunque sul tema ha un pensiero positivo e propositivo.

Progetti allo studio. Certo è che il progetto che BicinCittà, il servizio di bike sharing più diffuso in Italia, sta rimettendo all’amministrazione comunale presenta costi importanti, visto che tocca i 470mila euro per assicurare una serie di postazioni che comprendono sia bici di tipo tradizionali che a pedalata assistita. Un costo elevato che, ragionevolmente, sarebbe difficile da sostenere in quei termini. Ma, in parallelo, si sta lavorando anche in sinergia con i titolari delle attività commerciali di settore – quindi i rivenditori di bici – che si trovano sul territorio: una possibile progettualità che presenterebbe un importante valore aggiunto alla voce manutenzioni. Perché una cosa è certa: ottima l’idea del bonus governativo, magnifica anche quella di riproporre un bike sharing attualizzato ma è poco credibile ipotizzare che costi così impattanti possa accollarsene il Comune con questi chiari di luna. Tanto meno con l’eclissi economica ci profila all’orizzionte.

Trasporto pubblico. In attesa che in città possa davvero arrivare la proposta di un bike sharing all’altezza dei tempi, si lavora intanto su quello che è oggi il trasporto pubblico urbano e suburbano. A partire dal lunedì prossimo – fa sapere infatti Verna – con la riapertura delle attività commerciali, il numero delle corse giornaliere effettuate dagli autobus salirà a coprire il 50% di quelle che c’erano ante Covid 19. Perché nelle linee urbane al momento il numero delle corse offerte è decisamente inferiore soprattutto per quanto riguarda il trasporto sub urbano, fermo restando che comunque nelle frazioni l’utenza è rappresentata per massima parte dalla popolazione studentesca che in questo momento invece non si sposta. Così come sulle linee urbane che avevano evidenziato delle criticità, in quanto molti passeggeri restavano a terra per rispettare le linee guida imposte, si era già dovuti intervenire triplicandone il numero delle corse, vedi il caso della linea da, e per, Colleatterrato. Dalla fine della prossima settimana, infine, si sposterà ancora un po’ più in alto l’asticella e il numero delle corse riattivate salirà al 70%.

Patrizia Lombardi