I lavori all’Archivio di Stato deliberati nel’96

  - Di Redazione

Fracassa evidenzia come l’inconsapevole D’Alberto abbia ricominciato da zero per il recupero del giardino

TERAMO – «Una pesante gaffe dell’amministrazione D’Alberto » . E’ questa l’espressione che usa l’iperattivo consigliere di Futuro In, Franco Fracassa che – ma questo è cosa nota – ha una particolare propensione allo studio delle “carte” e dei documenti del Palazzo. A cosa è riferita la gaffe? All’annosa questione dello spazio interno all’attuale Archivio di Stato di via Cesare Battisti, con alle spalle il suo passato di storico carcere cittadino di Sant’Agostino. E Fracassa spiega il perché.  « Una delibera di giunta datata 9 dicembre 2019 – è questa la minuziosa ricostruzione del consigliere – aveva approvato l’istituzione di un T.T.O., acronimo che sta per tavolo tecnico operativo regionale al quale avrebbero dovuto sedersi diversi attori oltre alla stessa amministrazione, vedi la Soprintendenza piuttosto che il Mibac e lo stesso Archivio di Stato. Insomma, un ennesimo tavolo che nello specifico avrebbe dovuto occuparsi proprio della questione e che aveva poi prodotto anche incontri sul tema, sia nella Capitale che nello stesso Archivio » . Come dire, un tavolo utile ad avviare un percorso di richiesta perchè l’amministrazione potesse usare questo spazio esterno non come parcheggio (così’ come in passato i commercianti del centro storico avevano pure sperato di ottenere) perché non sarebbe stato possibile ma come giardino a misura di eventi culturali quali presentazioni di libri, allestimenti, intrattenimenti musicali a misura di location e di numero di presenze attese.  « Peccato però – Fracassa riannoda così i fili della vicenda – che più o meno quattro anni prima , in data 15 marzo 2016, avevo personalmente protocollato una documentazione sul tema dell’Archivio e del suo spazio interno indirizzata al primo cittadino dell’epoca, all’assessore al ramo e al dirigente del V Settore, l’ unico rimasto ancora oggi al suo posto » . Una documentazione evidentemente molto interessante perché, spulciando spulciando, aveva con sentito a Fracassa di recuperare una datata delibera di Consiglio comunale visto che risaliva al lontano anno 1995. Un anno in cui a sedere sui banchi di piazza Orsini erano stati nomi significativi e si legge Grazia Scuccimarra, piuttosto che Antonio Gatti e Piero Chiodi, Mario Ballatori o lo scamparso Guerrieri Crocetti.  « La delibera in questione – ed è questo il bello come spiega Fracassa – metteva nero su bianco come l’amministrazione autorizzasse i lavori di ristrutturazione del complesso edilizio, riservandosi però lo spazio del giardino interno perché riconsegnasse alla città un orto botanico con una struttura ad anfiteatro, così come prevedeva il relativo progetto. Assurdo procedere, quindi, come si sta facendo oggi, con il ricorso all’ennesimo tavolo tecnico per chiedere “per favore” l’utilizzo di una spazio verde che invece una delibera di Consiglio ja già sancito essere di diritto della città. Per questo, ieri, ho voluto consegnare una copia di tutta la documentazione al consigliere Osvaldo Di Teodoro che siede sui banchi della maggioranza, nelle file di Italia Viva. Di Teodoro il cui impegno va elogiato perché consigliere pensante e che, proprio sull’argomento, ha affrontato in questi mesi una lunga trafila burocratica, complessa e impegnativa, fatta di incontri a più riprese sollecitati e ottenuti restando, però, all’oscuro di quanto nel marzo 2016 il sottoscritto aveva già presentato e protocollato. Quindi del lavoro già fatto in precedenza » . Come dire che inspiegabilmente l’attuale amministrazione D’Alberto – dal suo insediamento – ha ricominciato da zero a lavorare sulla questione dell’Archivio di Stato. Un pensiero positivo e costruttivo, quello di Fracassa, che però non può non farsi tentare dal motto andreottiano secondo il quale a pensar male qualche volta ci si azzecca: ma siamo proprio sicuri che il sindaco D’Alberto, all’epoca alla guida dell’opposizione sui banchi del Consiglio non sapesse niente del percorso già fatto? L’argomento, del resto, aveva avuto anche una risonanza mediatica non da poco, tanto piu che gli stessi commercianti avevano (erroneamente, però) sperato che la zona del quartiere di San Giorgio potesse così spuntare una serie di stalli liberi in una zona del centro storico endemicamente povera di parcheggi a strisce bianche. E, visto che c’è, Fracassa incalza ora anche su altri risvolti. Del tipo: visto che c’erano fondi stanziati, è lecito chiedersi come siano stati nel tempo utilizzati. Si attendono risposte.

Patrizia Lombardi