Gruppo Consorform e BancaTercas insieme per aiutare privati, famiglie e pensionati

Un accordo, in una logica di sensibilità, perché alcuni bisogni delle famiglie non siano destinati a rimanere progetti o sogni. E’ l’accordo raggiunto tra Intercredit Confidi Gruppo Consorform e Banca Tercas che, su questa iniezione di fiducia, fanno intelligentemente asse perché la” macchina” complessa dell’economia sul territorio inizi a rimettersi in moto proprio, partendo dai bisogni sociali. A presentare l’iniziativa, ieri, in conferenza stampa, il presidente di Intercredit Confidi, Gianfranco Mancini, ed il direttore generale della Banca Tercas, Dario Pilla. Dunque in concreto, perché di concretezze si parla, quelli in arrivo sono finanziamenti agevolati a sostegno dei privati e delle famiglie, con reddito dipendente e pensionati, in un momento che è tra i più bui nel vecchio Continente e non solo. <<Un passaggio all’ agito piuttosto che un predicato, in tempi di crisi economica molto forte>> sono le parole di Pilla; un’apertura a quella fiducia che è difficile rintracciare ma senza la quale la partenza non può che ritardare. <<Confidi Intercredit – chiarisce Mancini -, vuole dare un segnale preciso allargando il raggio di azione dalle piccole imprese alle famiglie e lo fa in sinergia con l’istituto di credito di riferimento che è Banca Tercas>>. Dunque finanziamenti con garanzia Confidi al 50% pensati per favorire quell’accesso al credito, con obiettivi però mirati e di taglio sociale, diventato sempre più difficile perché regolato oramai da parametri che verrebbe da definire “meccanici”. «Una formula di apertura di credito – puntualizza Mancini -, per un importo massimo di 50 mila euro da rimborsare fino a 5 anni in risposta a quei bisogni delle famiglie, e davanti a cui spesso le famiglie annaspano, quali possono essere cure mediche e sanitarie particolarmente importanti sul piano economico come quelle odontoiatriche e protesiche, oppure un percorso formativo per i figli che passi per Università, master e corsi o anche esigenze più strettamente abitative come la ristrutturazione di una casa o il suo arredo o ancora integrare risparmi a disposizione per l’acquisto di una prima casa». L’accordo partirà a breve e la fase di start up sarà concentrata sul capoluogo, anche per una prima analisi della situazione e dei bisogni che emergeranno ma chiaramente non è la territorialità in senso stretto il requisito. «Manca la fiducia – è l’analisi di Pilla –, che è poi il vero motore di crescita. Da qui questo accordo pensato per rendere fattibili dei progetti e non lasciarli  sogni: in un momento di dura crisi economica come questo non c’è il coraggio di affrontare le spese ma la macchina va rimessa in moto. Non si percepisce il valore della fiducia, per questo lo stimoliamo». In quanto ai tassi d’interesse si sta  predisponendo una griglia che mitighi i tassi rispetto a quelli a due cifre del credito al consumo e saranno, quindi, tassi agevolati rispetto ai competitor. «Quanto meno saranno ad una cifra», è la rassicurazione che gioca di anticipo di Mancini. In ogni caso, visto che si partirà da un minimo di 5mila euro di finanziamento, non possono farsi paragoni con il credito al consumo, anche considerate le caratteristiche del finanziamento che trova i suoi punti di forza nella garanzia Confidi, nella socialità degli obiettivi, nel rilancio dei bisogni. Chiaramente chi farà richiesta dovrà autocertificare l’utilizzo e, là dove possibile, con il ricorso ad un preventivo senza dimenticare, però, che non si tratta di finanziamenti a pioggia ed il “merito creditizio”, quindi la capacità dei rimborsi ,resta alla base della possibilità che la richiesta venga accolta. E sul ritorno della Banca Tercas ad identificarsi quale istituto bancario legato al territorio, lasciandosi alle spalle vocazioni da banca commerciale a caccia di nuove filiali che era stata stella polare degli ultimi anni, è invece il sindaco Brucchi, che ha voluto essere presente all’iniziativa importante per il territorio, a fare una riflessione: «Nessun processo, sia chiaro, ma vedere la Banca tornare ad essere vicina ai cittadini è una nuova frontiera in un processo di crescita che sembrava andare, fino a qualche anno fa, in un’altra direzione.  E questo mentre credo si possa dire che per la Banca Tercas  si inizi a vedere la luce in fondo al tunnel».

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