Fidas Teramo: una lunga storia d’amore

  - Di Redazione

L’associazione festeggia 60 anni. Il Covid19 ha frenato le donazioni. La presidente: «Non abbiate paura»

TERAMO – Quella della Fidas Teramo è una lunga storia. Anzi, è una lunga storia d’amore che ha coinvolto il territorio, le persone e le istituzioni, portando avanti la cultura della donazione che è sinonimo di vita. La realtà associativa teramana lavora da decenni per promuovere la donazione del sangue ed è una delle prime nate in Italia: era il 1948 quando a Torino venne fondato il primo Centro trasfusionale e dodici anni dopo a Teramo l’associazione Fidas iniziò a muovere i primi passi. Il 28 luglio del 1960 la nostra città vide venire alla luce questa bella realtà con sede nei locali dell’ospedale civile (all’epoca in via Taraschi).

A volere fortemente la creazione dell’associazione fu il professor Domenico Sciarra, allora primario del laboratorio analisi dell’ospedale teramano, che riuscì a fare un gran lavoro di aggregazione e sensibilizzazione attorno al progetto coinvolgendo personalità di spicco della società locale. Personalità che, a loro volta, fecero crescere sempre più la Fidas. Erano 321 i donatori nel 1961, oggi sono quasi 4000. Un percorso lungo, scandito da momenti di difficoltà (come la recente emergenza Covid19), ma costantemente caratterizzato da innovazione, attività e iniziative portate avanti da dirigenti e presidenti di grande carisma che hanno lasciato un’impronta indelebile nella Fidas e nella società. Come Sciarra, scomparso nel 1999, ma sempre presente nella memoria dell’associazione; o come il professor Adriano Mantovani, presidente del primo consiglio direttivo; o, ancora, come l’amatissimo ingegner Pasquale Di Patre, presidente dal 1997 al 2017, anno della sua prematura scomparsa. E tanti, tanti altri. Uomini e donne che in questi 60 anni hanno creato una rete di generosità enorme e radicata. Ed oggi è proprio una donna alla guida della Fidas: Gabriella Di Egidio, di recente eletta anche nel Consiglio direttivo nazionale con la carica di segretario amministrativo. 

I NUMERI. L’associazione conta su un esercito di volontari composto da 3655 donatori attivi e da alcuni anni sta puntando molto sui giovani portando avanti campagne di sensibilizzazione nelle scuole, con progetti mirati, e nei luoghi dove i ragazzi sono più raggiungibili con iniziative coinvolgenti. Il sangue non può essere prodotto in laboratorio e donare è l’unica arma utile per salvare le vite di chi sta male: questo il messaggio che si vuol lanciare anche nel tentativo di portare verso la cultura della donazione un numero sempre maggiore di persone, soprattutto giovani. Sebbene la Fidas di Teramo conti numeri importanti, spesso si creano difficoltà con cali di donazioni che destano allarme. L’estate è il momento più critico, ma quest’anno ci si è messo anche il Covid19: da gennaio 2020 al 25 giugno 2020 le donazioni di sangue sono state 2173, ben 511 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. 

«Anche se stiamo tornando piano piano alla normalità, abbiamo comunque perso oltre 500 unità rispetto all’anno scorso quando invece eravamo arrivati persino a superare le donazioni del 2018 – spiega la presidente Di Egidio – Siamo ancora più in negativo per quanto riguarda le donazioni di plasma, necessario per i medicinali salva vita. Voglio ricordare a tutti che donare è importante e si può fare in assoluta sicurezza. Il Covid19 non deve spaventare né scoraggiare: siamo organizzati in modo tale da garantire la sicurezza in ogni fase dell’attività. Inoltre l’appuntamento per la donazione si può prenotare e questo agevola tutti: il nostro centro è altamente professionale e sensibile ad ogni esigenza. Le attività negli ospedali stanno tornando alla normalità e di sangue c’è sempre bisogno: invito tutti a farsi avanti». La Fidas Teramo dispone di una bella e rinnovata vetrina, il proprio sito internet (fidasteramo.it), dove è possibile reperire ogni informazione e tutti i contatti necessari per entrare a far parte di questa lunga storia d’amore.

Veronica Marcattili