E’ dura la ripresa per l’automotive

  - Di Redazione

Brusco calo delle vendite nel lockdown. Arrivano segnali di ripresa grazie agli acquisti online

TERAMO – In Italia nel mese di  marzo, a causa del lockdown  le immatricolazioni sono state praticamente azzerate. Ad aprile lo scenario è stato ugualmente drammatico. Nel primo mese di “reclusione forzata” le immatricolazioni in Italia hanno registrato un calo di quasi l’86% (appena 28.326 unità). Un livello analogo un livello paragonabile a quelli dei primi anni ‘60 del secolo scorso quando il processo di motorizzazione di massa nel nostro Paese stava muovendo i primi passi. Ma cosa è successo in provincia di Teramo? Siamo andati ad indagare attraverso la testimonianza di Ernesto Cascioli di Cascioli Group, uno dei maggiori dealer del settore automotive nel centro-sud Italia preente con le sue concessionarie nelle regioni Marche e Abruzzo. 

Come ha vissuto il vostro gruppo il periodo di lockdown? Sicuramente non è stato un periodo semplice. Dal 4 marzo abbiamo riaperto i battenti e registriamo un crollo del 40% nella vendita delle auto. Tuttavia la situazione vendite nel settore dei veicoli commerciali è rimasto pressoché invariato in quanto proprio a causa del Covid 19 si è registrato il boom delle consegne a domicilio. Inoltre molte aziende in attività hanno incrementato il parco mezzi a disposizione per sopperire all’aumento di richiesta  e quindi di consegna del settore alimentare. 

Come siete riusciti a vendere non potendo accogliere i clienti in concessionaria? Abbiamo attivato, prima che l’Italia si fermasse, un nuovo servizio di vendita online. Basta accedere al nostro sito web e da lì c’è la possibilità per il potenziale cliente di ottenere tutte le informazioni in chat h24. A questo si aggiunge la trattativa in videochiamata  con un configuratore online che permette di visionare l’auto. Per il perfezionamento del contratto a distanza abbiamo utilizzato la firma remota e poi consegna a domicilio dell’auto. Un sistema che abbiamo testato proprio durante questo periodo di lockdown e che è risultato molto utile. Peraltro sono certo che sempre più persone, anche in futuro, utilizzeranno questo metodo che consente al cliente un grosso risparmio di tempo. Adesso, con la concessionaria aperta, chiaramente possiamo ricevere il cliente, tramite appuntamento per evitare assembramenti e quindi chi lo desidera può visionare il mezzo e procedere alla trattativa direttamente con il venditore. 

Il settore comunque soffre anche in questa fase di ripartenza. Non c’è la stessa mole di vendite come prima del lockdown.  Certo, il settore automotive è in crisi. E’ fondamentale che il Governo intervenga. In Francia hanno stanziato 8 miliardi per gli incentivi al settore. In italia sono previsti solo per le auto elettriche e ibride ma rappresentano una fetta ristretta delle vendite. Il nostro settore è strategico per il tessuto economico e occupazionale del Paese. Per questo è assolutamente necessario un intervento statale. 

In attesa che arrivi, il Gruppo ha pensato a forme autonome di incentivi per il cliente? Insomma, l’economia è ferma, bisogna attrarre il cliente. Certamente. Non potevamo non andare incontro alle necessità di privati e aziende che hanno necessità di un’auto. Oltre alla scontistica, abbiamo previsto la formula “compri oggi e paghi tra 6 o 9 mesi” a seconda del marchio automobilistico. Stesso discorso con l’usato. Con i mezzi aziendali abbiamo pensato invece alla formula compri oggi e paghi a gennaio 2021. A ciò si aggiunge la rateizzazione dell’importo a tasso zero o a tassi irrisori. 

Ce la state mettendo tutta in questa ripartenza dopo un periodo buio. Come vede il futuro? E’ stato un periodo terribile, non lo posso nascondere. Siamo stati costretti a utilizzare la cassa integrazione per molti dipendenti che pian piano stiamo reinserendo al lavoro. Chiaro che prima ci sarà una ripresa economica, prima potremo riaverli tutti in azienda. Con le new entry abbiamo approfittato del periodo di fermo per la formazione, fondamentale per poter contare su professionisti. Il futuro lo vedo abbastanza positivo. Credo che da giugno, quando saranno possibili gli spostamenti tra regioni, il mercato si amplierà ancora di più. E finalmente, pian piano si tornerà alla normalità. Comunque, ci tengo a sottolinearlo, noi ci siamo sempre stati per i clienti anche in lockdown e ci saremo sempre.                      

Serena Suriani