Dodicenne abusata: condannato l’istruttore della palestra

  - Di Veronica Marcattili

TERAMO – Tre anni e sei mesi di reclusione: questa la pena inflitta ieri pomeriggio dal Tribunale di Teramo ad un giovane istruttore di una palestra finito sotto processo per violenza sessuale su minore e detenzione di materiale pedopornografico. I fatti risalgono al 2013 quando i genitori della piccola vittima, all’epoca 12enne, scoprirono delle foto a tema sessuale sulla messaggistica Facebook della figlioletta. Immagini allarmanti ed esplicite che portarono la coppia a denunciare tutto alla Polizia. Da lì l’inchiesta della Procura teramana, passata in breve tempo a quella aquilana competente in materia di pedopornografia. Il pm Stefano Gallo, insieme alla Polpost, ha messo insieme in pochi mesi una serie di elementi investigativi che hanno portato dritti all’istruttore della palestra teramana che frequentava la ragazzina. Non solo: ciò che emerso in fase di inchiesta e poi in dibattimento, è che fra il 30enne e la minore non c’era stato solo uno scambio di immagini pedopornografiche.

L’istruttore, in almeno una circostanza, avrebbe infatti abusato sessualmente dalla minorenne per poi costringerla a inviargli anche foto nude tramite Facebook. Le gravissime accuse sono approdate circa un anno fa in Tribunale, a Teramo. Qui davanti al collegio presieduto dal giudice Franco Tetto (a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini), ieri si è chiuso il dibattimento nel corso del quale, lo scorso gennaio, è stata sentita la minore in un’udienza a porte chiuse. Un racconto reso in oltre due ore che ha portato sostanzialmente a confermare le tesi accusatorie: l’approccio in palestra, la conoscenza, l’intimità instaurata e poi il rapporto sessuale al quale sono seguite le foto osé. Ieri il pubblico ministero al termine della sua requisitoria ha chiesto quattro anni di reclusione per l’imputato (difeso dall’avvocato Lucio Lazzaro), i giudici ne hanno inflitti tre e mezzo disponendo anche l’interdizione perpetua da incarichi nelle scuole di ogni ordine e grado e l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. La piccola vittima insieme alla famiglia si è costituita parte civile nel processo tramite l’avvocato Vincenza Antonazzo: nei loro confronti ci sarà un risarcimento del danno da definirsi in sede civile.