Di Orio torna alla carica: «L’unica soluzione è fare subito la Federazione tra l’UniTe e l’UniAq»

L’idea è stata posta sul piatto della conferenza stampa dal Presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, al Rettore Ferdinando Di Orio, durante l’incontro di ieri ad Assergi: «Il nostro territorio può supportare due Università?», era stato l’interrogativo ed il Rettore presente all’incontro ha spiegato che questo non ha molto senso:
«Io continuo a pensare – ha detto Di Orio – che bisogna ragionare in tema di strategia più ampia e parlai di Federazione degli atenei già un anno e mezzo fa. L’Aquila per sua vocazione potrebbe ad esempio essere identificata come Città della Scienza. Se a questo uniamo la Marsica con la Macron e se si arriva fino a Teramo… voglio spiegare che L’Aquila non vuole colonizzare Teramo e se qualcuno la pensa così è un meschino».
E’ un progetto velleitario? Il rettore aquilano pensa di no: «Questa è la sfida del futuro. Dobbiamo guardare lontano. Ad esempio nell’Assia in Germania, ci sono solamente un quarto degli ospedali che abbiamo noi rispetto al numero degli abitanti. Le strategie sono obbligatorie oramai. Per questo credo che il progetto della fusione tra Teramo e L’Aquila vada oggi ripreso più che mai  visto che si riparla  anche di un altro progetto, la fusione tra le fondazioni bancarie Tercas e Carispaq».
Di Orio poi rimarca: «Se fosse stata fatta l’aggregazione che proposi più di un anno fa con Teramo avremo oggi molti più corsi sia a Teramo che a L’Aquila. E poi bisogna tenere conto anche del fatto che la maggior parte degli abruzzesi non può permettersi di andare a studiare fuori. Ora Confindustria deve aiutarci a creare l’economia di fronte alle fabbriche del sapere». Sull’importanza  e sul ruolo che giocano in Abruzzo le Università, con l’invito a creare una squadra più efficiente alla loro guida, perché gli atenei sono un patrimonio di tutti,  un accento è arrivato da tutti i presenti all’incontro di Assergi, con l’invito a tirar fuori il meglio anche dalla politica che deve fare da mediazione nelle azioni.
Per tutti la soluzione è la creazione di una federazione delle università, che dovrà lavorare a stretto contatto con il sistema economico abruzzese.

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