Da domani tutti al mare! Anzi, no…

  - Di Redazione

Nonostante l’ordinanza dovremo aspettare per andare a prendere la tintarella. E aleggia una fake news

PESCARA – Gli assessori con delega al demanio Nicola Campitelli e con delega al turismo Mauro Febbo mettono i puntini sulle “i” a seguito delle rimostranze presentate dai balneatori circa il distanziamento degli ombrelloni. «Siamo stati la -Regione apri pista-con l’ordinanza che, di fatto, ha dimezzato le misure richieste dal protocollo Inail , sempre nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, pur di andare incontro alle esigenze dei 780 balneatori abruzzesi, figuriamoci se non siamo favorevoli ad un’ulteriore modifica».

Tengono a precisarlo o due assessori che precisano come con il presidente Marsilio «attendiamo l’ufficialità delle indicazioni riportate nel DPCM per procedere a diminuire le distanze tra ombrelloni». A seguito della trattativa tenutasi, ieri, tra il presidente Marsilio e il premier Conte nella conferenza Stato-Regioni, Conte ha sottolineato che non è necessario il rispetto letterale delle misure e si sarebbe concordata una superficie di almeno dieci metri quadri per ogni ombrellone, mentre l’ordinanza della Regione Abruzzo ne prevede 12.

Gli assessori poi, stigmatizzano la fake news secondo cui ci sarebbe un’impugnazione in corso delle ordinanze sulla balneazione e sulla ristorazione emesse dalla Regione. «Il Ministro Boccia non ha impugnato l’ordinanza n. 59 della Regione Abruzzo e ci preme sottolineare che, dal 18 maggio, non è consentito l’accesso alle spiagge, incluse quelle libere che dovranno, successivamente, essere regolamentate. Per la tintarella in riva bisogna aspettare l’apertura della stagione balneare, la cui data sarà contenuta nel DPCM» concludono gli assessori. A tal proposito tuttavia è evidente una seria contraddizione.

La stagione balneare normalmente inizia il 2 marzo e termina il 13 ottobre. Nel momento in cui viene emessa un’ordinanza, la n. 59 in cui all’allegato 3 si elencano tutte le modalità di gestione e utilizzo da parte della clientela degli stabilimenti balneari, non si comprende per quale ragione oggi non si possa andare al mare ipotizzando che i balneatori siano in perfetta regola. Il dubbio c’è e resta. Tornando alla fake news o la presunta tale (sebbene dal Ministero negano un’impugnazione in corso dell’ ordinanza) con ogni probabilità la notizia nasce da una nota diffusa dal presidente regionale di Fiba Confesercenti balneari Giuseppe Susi ed il responsabile della Fiepet Confesercenti pubblici esercizi Gianluca Grimi.

«La Regione Abruzzo ha il dovere etico e morale di risolvere il pasticcio nel quale ha spinto le 800 imprese balneari abruzzesi e migliaia fra bar e ristoranti. Chiediamo subito chiarezza dopo la notizia che il governo nazionale si appresterebbe ad impugnare le ordinanze sulla balneazione e sulla ristorazione emesse dalla Regione. Questo caos – proseguono Susi e Grimi – valga anche da monito per la Regione Abruzzo, che non può pensare di concertare ordinanze così delicate con pochi amici balneatori o ristoratori. Per fortuna molti operatori hanno seguito il nostro consiglio e non hanno iniziato le operazioni di montaggio di ombrelloni e palme sulla base delle indicazioni di un’ordinanza che, con ogni evidenza, presentava forti dubbi.
Ci dispiace invece per quei balneari e ristorarori che, in buona fede, sono stati indotti nell’errore dall’ordinanza da altre associazioni. Ora però è assolutamente necessario che la Regione Abruzzo trovi un rimedio e faccia chiarezza».

Serena Suriani