Covid e No Covid: ecco come sarà il San Liberatore

  - Di Redazione

Via libera al Piano di rimodulazione dell’ospedale di Atri. Ma sui tempi si aspetta la Regione

ATRI – Una parte Covid e una Covid free. Separate e distinte per scongiurare contaminazioni, con accessi dedicati ad utenti e personale e possibilità di rapide trasformazioni in caso di necessità. Queste le caratteristiche principali che si evincono dal Piano di rimodulazione dell’ospedale di Atri approvato lo scorso 11 maggio dalla Asl di Teramo. Un Piano che però, come in separata delibera (datata 12 maggio) dell’azienda si precisa, vede dei tempi ancora incerti per la sua realizzazione. Salvo per quanto riguarda una prima decisione già presa ed effettiva: la chiusura definitiva della rianimazione Covid19.

Come noto, il San Liberatore è ospedale Covid19 da quando è scattata l’emergenza sanitaria sul nostro territorio. Ora che la pandemia sembra arrestare la sua corsa con la curva dei contagi in calo e i ricoveri in netta diminuzione, si dovrà procedere con la sua riconversione/rimodulazione. Ed il dibattito, se lasciare aree Covid o meno, è aperto. Ma intanto la strada della Asl è stata tracciata. Una parte del padiglione C sarà destinato al trattamento del virus.

DUE ZONE. Il cuore del progetto consiste nella coesistenza di due macroaree ospedaliere con distinta destinazione, tra l’altro con l’assoluta separazione fisica ma anche con l’opportunità di variare in tempi brevissimi l’ampiezza delle aree destinate all’una o all’altra funzione in relazione alle esigenze e caratteristiche della domanda esterna. Una delle caratteristiche principali del nosocomio, secondo il progetto, è proprio la flessibilità, cioè la capacità di rapida trasformazione dei moduli da destinare a Covid 19 o no Covid proporzionali alla domanda.

INTERVENTI. La riorganizzazione degli spazi esterni passerà dal posizionamento di una tensostruttura pre-triage all’ingresso del Pronto Soccorso; una tensostruttura all’ingresso posteriore del Pronto Soccorso come locale svestizione per gli operatori dei mezzi di soccorso; una navetta ambulanza tra il Pronto Soccorso e il padiglione C, dedicata h24 al trasferimento di pazienti Covid; una Tac mobile all’ingresso della ex Medicina nucleare integrata nel percorso Covid del padiglione C; l’apertura dell’ingresso esterno dell’ex Medicina nucleare nel padiglione C.

Per quanto riguarda gli interni, si procederà con la predisposizione dell’aula convegni per l’accettazione di pazienti Covid non critici e critici, compresa una shock room Covid; la predisposizione della Rianimazione Covid con annessa sala operatoria (ex sala pacemaker) nel reparto di Cardiologia, al secondo piano del padiglione C; la riapertura dell’ingresso dell’ospedale vecchio; la segnalazione di percorsi dedicati Covid ed aree non Covid all’interno del presidio; la permanenza dell’isolamento nella zona antistante il bar dell’ospedale; il ripristino della Radiologia da Covid a non Covid; il ripristino della Pediatria da Covid a non Covid; il ripristino della Nefrologia Dialisi da Covid a non Covid; la riconversione della shock room Covid del Pronto Soccorso a Osservazione breve non Covid.

ZONA COVID. Stando a questo schema, l’ospedale rimarrà Covid esclusivamente nel secondo e terzo piano del padiglione C, compresi il corridoio che dall’esterno della ex Medicina nucleare porta all’ascensore dedicato, e nell’aula convegni collegata alla tenda pre-triage.

ZONE COVID FREE. La riconversione dell’ospedale garantirà come zone “pulite” l’ingresso principale, l’atrio, il centralino, la cappella, il laboratorio di anatomia patologica, la fisioterapia e riabilitazione, la cucina, la farmacia, la Radiologia, il Centro trasfusionale, il guardaroba; nel padiglione A troveranno posto il Cup, la banca, la Rianimazione, la sala operatoria, l’Endoscopia, l’ex sala parto, la Nefrologia-Dialisi, l’Urologia, la Chirurgia (terzo e quarto piano attualmente in manutenzione); nel padiglione B ci saranno Chirurgia, Ortopedia, Urologia, Riabilitazione, Medicina, Cardiologia, Endocrinologia, Diabetologia, Pronto soccorso, Odontoiatria e pre-ricovero, oltre a una zona Covid rappresentata dall’aula convegni (diventata accettazione per pazienti covid) collegata alla tenda pre-triage; nel padiglione C, infine, ci sarà una zona pulita (ingresso, atrio, Pediatria, Fibrosi cistica, Centro prelievi) e una zona Covid con Rianimazione e Sala operatoria (ex Cardiologia) al secondo piano e Medicina/Lungodegenza al terzo piano.

LA GESTIONE DEGLI ACCESSI. I pazienti continueranno ad accedere attraverso la tenda pre-triage all’esterno del Pronto Soccorso per essere destinati alle aree più appropriate: aula convegni per pazienti critici e non critici sospetti Covid 19, dove riceveranno la prima assistenza e conseguente ricovero nel padiglione C trasportati con ambulanza navetta; padiglione C (ospedale vecchio) in Medicina Covid o Rianimazione Covid; Pronto Soccorso tradizionale per i pazienti no Covid. Previsti, inoltre, percorsi intraospedalieri specifici per pazienti Covid e no Covid, per le urgenze endoscopiche ed emodialitiche, procedure per la sanificazione e la vestizione con i Dpi, per l’esecuzione della Tac mobile, per la somministrazione del vitto, per le pulizie, per il trasporto delle provette, nonché per il trasporto delle salme in obitorio.

TEMPI INCERTI. Per la piena operatività del piano, la Asl presuppone, tra le altre cose, l’accurata e scrupolosa sanificazione dei reparti precedentemente Covid: Pronto Soccorso, terzo e quarto piano del padiglione B, Rianimazione del padiglione B, Sala operatoria del padiglione A, Radiologia e percorsi Covid; l’assunzione di personale integrativo per l’aula convegni Covid; il posizionamento esterno della Tac mobile. Nel piano viene anche specificato che “il test tampone rapido, da effettuare a tutti i pazienti che accedono al presidio ospedaliero di Atri, limiterebbe il rischio di ricoverare pazienti asintomatici Sars-Cov-2 in reparti puliti no Covid”. La Asl, con successiva delibera (12 maggio), precisa che “la realizzazione dei lavori e attività necessarie alla rimodulazione del presidio ospedaliero di Atri potrà iniziare solo dopo avere acquisito le determinazioni regionali in merito” e che, in attesa del via libera, “dovrà essere predisposto il cronoprogramma di realizzazione delle attività necessarie”, come sanificazione e lavori di adeguamento, oltre alla chiusura della Rianimazione Covid di Atri con eventuale trasferimento dei pazienti in terapia intensiva a quella di Teramo.

Veronica Marcattili