Coronavirus: Così la Asl di Teramo lavora per la nostra salute

  - Di Redazione

TERAMO – Vorremmo avere un quadro chiaro della situazione in provincia di Teramo. I cittadini hanno paura, vorrebbero risposte chiare. Senza dubbio la Asl di Teramo sta facendo un grande lavoro come tutte le Asl regionali. Fatta questa doverosa premessa, vorremmo capire di più, andare più a fondo, soprattutto per far comprendere quanto la Asl di Teramo sta facendo e per supportarla, se ce ne fosse necessità, con iniziative che possano dare adeguata risposta all’emergenza. Per essere d’aiuto, quale organo di informazione ma non solo.
Per questa ragione abbiamo voluto rivolgere alcune domande al direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia.

1) Quanti i posti letto di terapia intensiva attualmente? Ne sono necessari altri?
L’Azienda ha precorso i tempi in questa emergenza ed attraverso la propria Unità di Crisi (composta da professionisti aziendali di varie discipline e competenze oltre che da me e dal Direttore Sanitario Dott.ssa Maria Mattucci) ha affrontato senza indugi e con decisione la tematica COVID 19 stabilendo:
• Di adibire il III lotto del PO di Teramo ESCLUSIVAMENTE alle attività assistenziali di Malattie Infettive e di terapia intensiva e semi intensiva per pazienti Covid 19 necessitanti; allo stato sono attivi 20 posti letto nell’ambito della UO malattie infettive (di cui 10 a pressione negativa e 10 ad isolamento semplice e 3 posti letto di terapia intensiva dedicati); sono in allestimento, inoltre, ulteriori 12 posti letto di terapia intensiva al primo piano ex reparto di psichiatria; è in itinere la verifica sulla possibilità di attivare ulteriori 10 posti letto di degenza presso il secondo piano del III lotto per l’osservazione dei pazienti “dubbi”, necessitanti di ricovero;
• Di individuare il Presidio ospedaliero San Liberatore di Atri; attualmente sono stati attivati già 42 posti letto di assistenza a pazienti necessitanti di ricovero, oltre a 8 posti letto di terapia intensiva ottenuti attraverso la riorganizzazione dell’intera area di emergenza (rianimazione e piastra operatoria);
• Di individuare il Presodio Ospedaloero di Giulianova quale secondo Presidio ospedaliero Covid -19 in caso di necessità ulteriori posti rispetto alla capienza del PO San Liberatore.

2) Cosa manca per curare al meglio i pazienti? Sembra, come ci ha detto il presidente Marsilio, che mancano i ventilatori.
La situazione è questa. Mancano i ventilatori e i dispositivi di protezione individuale, cioè mascherine, guanti, calzari, camici, occhiali.
E’ stata adottata apposita procedura interna per il controllo dell’appropriatezza delle assegnazioni dei DPI ai reparti necessitanti, al fine di evitare sprechi in questo momento in cui gli approvvigionamenti non sono regolari anche perché con la scarsità di questi dispositivi diventa più difficile lavorare, si rallentano i tempi. Adesso intanto abbiamo ottenuto che l’Istituto Zooprofilattico analizzi i tamponi e finalmente si sbloccherà l’attesa e ci sarà maggiore rapidità nel rilascio delle risposte; la tempestività degli interventi in caso di accertamento di positività è determinante. Sono in ordine anche i caschi per la ventilazione assistita e si è in attesa di conoscere la data di consegna

3) Il personale. Come già riportato nei giorni scorsi si cerca personale sanitario (anche tra pensionati e laureati) per tamponare l’emergenza. Questo personale attualmente impiegato è formato per combattere effettivamente l’emergenza? Sono arrivate proposte per inserirsi nel team? Su quanti sanitari potremo contare nel breve e/o lungo periodo?
Abbiamo provveduto ad indire avvisi, a chiedere disponibilità a professionisti in pensione, ad utilizzare tutti gli strumenti possibili per reclutare personale necessario, secondo le indicazioni pervenute dai Direttori dei Dipartimenti e dalla Direzione delle Professioni Sanitarie in ossequio alle disposizioni normative regionali e nazionali. Anche queste attività proseguono quotidiane ed intense. Sono stati già stipulati alcuni contratti con pensionati “di spessore” ex professionisti di anestesia e rianimazione e di medicina di pronto soccorso in possesso di competenza ed esperienza anche per la redazione di protocolli specifici e per la gestione delle misure di emergenza.
Allo stato attuale i contratti già stipulati sono in tutto 21, ma ne sono in itinere ulteriori.
Ovviamente ci sono le criticità già note: la carenza di medici specialisti incide ovviamente negativamente sugli attuali fabbisogni e la possibilità di conferire incarichi agli specializzandi è condizionata dall’ubicazione della sede della scuola di specializzazione; gli specializzandi infatti optano per stipulare i contratti presso le sedi ASL già sedi formative.

4) In sintesi, la Asl di Teramo è effettivamente organizzata per rispondere alle necessità contingenti?
Si lo è. Noi siamo entrati in pre-allarme, addirittura. E da subito abbiamo cominciato a ragionare su come eventualmente individuare quali ruoli fossero necessari e per quale organizzazione. Si, è un impegno che non ci molla un istante, ma è un impegno che affrontiamo sapendo come farlo. La situazione è in continua evoluzione, abbiamo spostato reparti per creare nuovi posti per i reparti di malattie infettive e terapia intensiva. Adeguiamo costantemente le risposte organizzative alla situazione in evoluzione.

5) Come funziona la macchina organizzativa della Asl di Teramo?
Intanto abbiamo grazie a Dio tutto il personale in servizio. E al personale va il ringraziamento per il lavoro indefesso e l’augurio di avere sempre la stessa forza, la stessa salute ed il medesimo spirito di dedizione. Abbiamo una unità di crisi operativa 24 ore su 24.
Questo è il momento delle azioni coordinate, uniformi, coese e razionali per uscire dall’emergenza. Rinviamo al momento dell’uscita dall’emergenza – speriamo il più vicino possibile – ogni altra riflessione su quali azioni di miglioramento del SSN potranno essere attivate

6) Qual è il suo attuale stato d’animo, vista la situazione attuale, certamente non facile, anzi, difficilissima?
Dicevo prima che è un impegno che non conosce tregua, per noi. Io sono concentrato, mi preoccupo, mi vengono in mente decine di cose da fare. Sono sereno perché dentro di me la passione per la mia gente è forte. Io sono un teramano e il buon funzionamento della Asl in questo momento è indispensabile ed il mio impegno è il mio tributo di amore e di rispetto alla mia terra.

7) Cosa vorrebbe chiedere alla società, al Governo, alla Regione per far fronte alle criticità?
Le necessità più stringenti sono relative alla capacità di rilasciare autorizzazioni, di sburocratizzare, di darci risposte rapide, di aiutarci a fare quello che noi che siamo qui sappiamo di dover fare. Ogni territorio, ogni zona, voi lo vedete, ha le criticità e i bisogni che noi conosciamo bene. Se li evidenziamo o chiediamo qualcosa di specifico, non possiamo aspettare. A noi è affidata la vita delle persone. La Regione fortunatamente in questo ci è vicina e la collaborazione è stretta e proficua.

8) Un pensiero conclusivo. Anche uno sfogo se utile.
Abbiamo bisogno che la popolazione ci ascolti e non vada ad intasare i pronto soccorso e non acceda direttamente alle strutture. La ASL di Teramo risponde compatta mettendo in campo i propri professionisti e la propria organizzazione, ma la popolazione deve fare la sua parte che comincia con l’eseguire le regole del distanziamento sociale rimanendo a casa. I cittadini debbono e possono fidarsi di questa istituzione ed essere certi che saranno assistiti nel migliore dei modi.Poi abbiamo bisogno che badino il più possibile a mantenersi in salute evitando cadute, malanni stagionali e altro. Così non sottraiamo spazi e cure ai colpiti dal Covid e li guariamo. Senza esagerare, io sento su me la responsabilità di portare fuori dal guado la mia gente. E parola mia ci riuscirò.