«Confrontarsi per la ripartenza»

  - Di Redazione

Associazioni e pandemia. Mirko Bonaduce di Emergency: «Crediamo nei diritti umani»

TERAMO – Emergency è un’organizzazione no n governativa che trova nel volto di Gino Strada il suo simbolo e la sua storia. Oltre alla struttura nazionale, che opera in tutto il mondo e che è nata nel 1994 a Milano, proprio a casa di Strada, con la compianta  Teresa Sarti (sua moglie) come prima presidente, Emergency ha una serie di diramazioni locali che si chiamano Gruppi Emergency e che sono composti da volontari. Il coordinatore di quello di Teramo è Mirko Bonaduce, che oggi intervistiamo per la 19esima puntata del viaggio nel mondo dell’associazionismo nel post lockdown.

Bonaduce, come funziona un Gruppo Emergency?«Diffonde a livello territoriale il significato culturale e socia le del lavoro di Emergency. L’attività sanitaria non è materia dei gruppi territoriali, che sono composti da volontari. Come gruppi, ci interfacciamo con la sanità solo per determinati progetti, ma è un discorso limitato a situazioni specifiche e circoscritte».

Il vostro lavoro sul territorio è quindi prevalentemente di tipo divulgativo…«Sì, in particolare mettiamo in campo iniziative che facciano capire l’importanza d ella sanità pubblica. Con la pandemia abbiamo vissuto un periodo drammatico e dobbiamo farne tesoro, perché mai come in questa fase è stata chiara l’importanza della sanità pubblica. Là dove il servizio sanitario è stato privatizzato, il risultato è stato drammatico e non si è riusciti a garantire il supporto necessario. Abbiamo capito tutti quanto grande sia la necessità di investire per garantire a tutti servizi sanitari gratuiti e pubblici. Il nostro ruolo come gruppi locali è quello di ribadire l’importanza della sanità pubblica. È per questo che da anni facciamo iniziative sul territorio con le quali rimarchiamo l’importanza dell’articolo 32 della Costituzione: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». 

Questo spiega anche perché si aderisce a Emergency…«Si aderisce perché si crede che i diritti dell’uomo o valgono per tutti insistintamente ovunque oppure sono dei privilegi per pochi. Da qui gli interventi internazionali umanitari di Emergency, che nascono dal desiderio di garantire il diritto della salute a tutti, affinché sia un diritto accessibile in Africa come in Italia. Uno dei concetti portanti di Emergency è che un ospedale può essere considerato un buon ospedale quando non avresti problemi a portarci un tuo familiare. Tutto questo sulla base di un altro fondamentale messaggio, che è il rifiuto della guerra».

Un rifiuto che è punto identitario di Emergency…«Da quando è nata, nel 1994, Emergency si muove su due livelli: quello sanitario e quello della denuncia delle guerre».

È per questo che Gino Strada ha scritto libri come “Pappagalli verdi”…«Esattamente. Il discorso di Emergency si volge, da un lato, a guarire le ferite e, dall’altro lato, a denunciare le situazioni che le causano».

L’associazionismo teramano dovrebbe confrontarsi su questa fase di ripartenza? Potrebbe essere utile per non disperdere le forze?«Assolutamente sì, anche perché è in situazioni come questa  che le sensibilità associazionistiche danno il meglio. Bisogna però vedere se esistono al momento gli strumenti che possano consentire di fare rete e di lavorare in questo senso».

Simone Gambacorta