«Con i soldi sprecati in question time inutili sistemiamoci le buche»

  - Di Alessandro Misson

Lui, Lanfranco Lancione, sanguigno consigliere comunale che siede sui banchi di Insieme Possiamo, si dice “depresso” e non lo nasconde. Anzi, lo dice proprio al microfono del consiglio comunale question time. Non ne può più di queste sedute mensili dedicate alle interrogazioni di cui non vede l’utilità, considerato il livello qualitativo delle domande che arrivano soprattutto dalle minoranze. “Una fiera delle vanità”, le bolla così. Ed è difficile dargli torto. Per sostanziare meglio la sua depressione, Lancione fa due conti in puro stile signora Maria, ma sono conti convincenti: ogni fiacca seduta dedicata alle interrogazioni poste all’amministrazione pesa sulle casse del Comune 4.500 euro. Considerato il prezzo sul mercato del catrame e che con un metro cubo di materiale si possono chiudere circa 30 buche, eliminando queste particolari sedute mensili si potrebbero tappare 13mila buche sulle strade. E scusate se è poco. Le interrogazioni poi, suggerisce Lancione, potrebbero trovare posto in apertura dei Consigli comunali. Punto. Un’argomentazione polemica ma assai realista, la sua, che provoca la risposta pungente del presidente del Consiglio, Alberto Melarangelo: i question time sono una precisa scelta dei capigruppo e comunque dell’argomento ci si potrà sempre occupare nella stesura in corso del nuovo Statuto.