Comune, telefonini ma quanto ci costano?

Evviva la crisi. Dietro questa parola, la più in voga soprattutto di questi tempi grazie anche al Governo Monti, si celano varie forme di “crisi”. E’ di oggi la notizia del Sindaco, che annuncia da una parte l’aumento dell’addizionale Irpef di tre punti rispetto all’anno scorso, e dall’altra l’abolizione della stessa per tremila cittadini che hanno un reddito fino a 10 mila euro. Bene. Ma in tempi di crisi come questo e di tagli e di tasse a tutti i livelli non sarebbe una cosa buona e giusta, provvedere al taglio dei telefoni cellulari in dotazione all’Amministrazione Comunale che sono tanti, davvero tanti? Secondo le fonti rese note dal settore tributi, ogni anno il Comune spenderebbe una cifra astronomica in cellulari tutti in dotazione al personale: pari a 200 mila euro e la maggior parte di essi sono bloccati verso l’esterno. E allora aboliamoli almeno per la metà dei dipendenti. Che so, lasciamo il telefonino al Sindaco, ai suoi assessori (che lo hanno bloccato e possono comunicare solamente entro l’Ente), al segretario del primo cittadino e al direttore generale. Ma il resto dei dipendenti hanno davvero bisogno di parlare con i colleghi dirimpettai? Diamo un segno e ritiriamo i telefonini sparsi in giro, una volta per tutte. Perché in caso contrario qualcuno porrà presto questo interrogativo al Sindaco e alla maggioranza. Perché è tempo di crisi anche per il Comune. Eccome.

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