Chiesti i finanziamenti per sistemare i cimiteri

  - Di Redazione

TERAMO - La notizia, assolutamente positiva, arriva dal vice sindaco Giovanni Cavallari che, nel suo pacchetto di deleghe, conta anche quella alla Protezione civile. «E’ stata presentata – fa sapere – una formale richiesta condivisa, appunto, con la Protezione civile nazionale per ottenere un finanziamento utile al ripristino funzionale dei 16 cimiteri del territorio comunale pesantemente segnati dai ripetuti terremoti del Centro Italia, compreso quello urbano di Cartecchio che ha pagato un prezzo altissimo». Come dire che, con il ripristino funzionale, anche là dove oggi i padiglioni sono ancora off limits si potrà tornare a far visita ai propri cari defunti con maggiore intimità e raccoglimento, quindi in modo più consono, lasciando da parte i caschetti di protezione e il supporto degli addetti della Protezione civile a cui gli ultimi tre anni ci avevano abituato, e come è stato ancora nelle visite “a tempo” organizzate, appunto, durante il periodo delle festività dedicate ai defunti. Non si tratterà, ovviamente, di interventi di ricostruzione per i quali, come è noto, la ricostruzione pubblica al momento non prevede neppure un centesimo, ma di una messa in sicurezza ragionata con una serie di puntellamenti che consentiranno il ritorno ad accessi normali. «Il ponte attivato con i vertici della Protezione civile, e si legge Angelo Borrelli e Luigi D’Angelo, ci ha consentito di avviare una verifica – spiega Cavallari – per vedere se alcune nostre idee fossero ancora finanziabili. Da qui ad un mese, quindi, potrà iniziare un percorso per il ritorno alla normalità nei nostri Cimiteri passando per tutta una serie di interventi di puntellamento, proprio nella consapevolezza che i lavori di ricostruzione vera e propria avranno ben altri tempi. I lavori complessivamente assorbiranno 1,5 milioni di euro e consentiranno di passare da una messa in sicurezza puramente interdittiva, come é stata finora, ad una che consentirà invece l’accesso normale a tutti i padiglioni». La parola d’ordine, adesso, è quindi “accelerazione”, proprio per evitare che un’altra emergenza, quella violentissima dettata dal Coronavirus, possa dirottare le attenzioni governative dall’emergenza terremoto.