Cene, viaggi, appalti e… bottarga, la Finanza all’IZS sequestra tutto

I viaggi, con la macchina dell’Istituto, pagata da noi o con gli aerei, sempre gentilmente offerti dal popolo italiano.  Le cene, con il conto saldato con la carta di credito dell’Istituto, riempita con  i soldi nostri. E le spese, anche curiose, come una costosa confezione di bottarga, o un vino pregiato, tutto comprato a spese dell’Istituto.  Cioè nostre. C’è di tutto, nel mare di carta che la Guardia di Finanza di Teramo ha sequestrato, nel corso di due giorni di ispezione, all’Istituto Zooprofilatico di Teramo, nell’ambito di più inchieste, partite alcune per iniziativa della stessa Guardia di Finanza, altre su segnalazione interna, come quella scaturita dalla relazione dei revisori dei conti che, appunto, avevano rilevato incongruità nelle note spese dei vip dell’Istituto, diretto prima dal professor Vincenzo Caporale e poi, una volta andato in pensione, da sua moglie, la dottoressa Lelli. L’inchiesta, ovviamente, è appena all’inizio, non risultano iscrizioni nel registro degli indagati e, chiaramente la Finanza dovrà verificare adesso spesa per spesa, fattura per fattura, se si tratti di denaro utilizzato lecitamente nell’ambito degli scopi dell’Izs o se, al contrario, qualche spesa non sia affatto giustificabile. In quel caso, l’inchiesta prenderebbe strade del tutto differenti, passando dal peculato per l’eventuale uso di un’auto in attività non istituzionali, fino all’appropriazione indebita se non addirittura allo sperpero del pubblico denaro. Insomma, si deve capire chi è perché abbia speso quei soldi; chi e perché abbia approvato quelle spese. Chi viaggiasse con quegli aerei e per andare dove, chi utilizzasse l’auto di servizio e, semmai, anche portando persone estranee all’Izs.
La Finanza, in questi due giorni di ispezione,  avrebbe acquisito anche documentazione sugli appalti dell’Istituto e su tutta un’altra serie di atti saliti, negli ultimi mesi, agli onori delle cronache, quali per esempio la costituzione della Fondazione Alimentaria. Tra le spese, anche qualche “Gratta&Vinci” fatto pagare all’Istituto, perché tentare la sorte è bello, ma se non paghi…hai già vinto.

Commenti

  1. teramano

    Siccome, da come pare di capire, era una prassi consolidata l’addebitare all’IZS spese non consoni vuol dire chi doveva vigilare non ha vigilato, chi diveva fare le pulci alle spese non ha controllato. Quindi addebito la maggiore responsabilità all’Ufficio di Ragioneria che non ha adempiuto ai suoi doveri; non posiamo mettere la croce sulle spalle degli impiegati esecutivi ma sul responsabilke dell’Ufficio a cui spetta il compito di vagliare sulle spese.

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  2. diana

    Si continua a parlare di anomalie,a volte quasi in forma maniacale,di spese folli sostenute da un direttore ormai in pensione ma si dimentica che qui c’è ancora tanta gente che malgrado tutto continua a lavorare,a credere in questa realtà, ,che ogni giorno fornisce risposte al privato ed al pubblico.Un Istituto che vanta riconoscimenti e meriti di vario genere a livello nazionale,che intreccia rapporti e scambi lavorativi e professionali in tutto il mondo.La cosa sconvolgente invece,è come mai non ci si interroghi perchè ancora non sia stato formato un Consiglio di amministrazione,così tanto decantato…perchè un Presidente della Regione non prenda posizioni,perchè tutto tace?Questa è la solita trita e ritrita storia dell’Italia…lasciare che le cose,anche quelle buone muoiano,assumendo erroneamente dei giochi di potere ,perdendo di vista l’obiettivo.L’IZS di Teramo rappresenta l’unica opportunità lavorativa,con la sua ricchezza strumentale e professionale,per un giovane .Le nostre Facoltà stanno rischiando di perdere la propria autonomia,non lasciamo che ciò avvenga anche per questo istituto…Quello di cui si è parlato sino ad oggi è soltanto l’involucro di una bella scatola colorata,di cui nemmeno se ne conosceva l’esistenza,se non per chi ha contribuito a far si che ciò avvenisse,ma dentro c’è il reale ,quel reale costituito da personale tecnico specializzato che pur in una situazione del genere,senza dirigenza,per motivi puramente politici,ha continuato a svolgere la propria attività ,perchè a differenza di altri persegue l’obiettivo :salvaguardare la propria credibilità messa a rischio da continue e futili notizie.La magistratura applichi quanto in suo potere,venga fatta luce sull’accaduto ma per cortesia si faccia prima chiarezza e non puro pettegolezzo a scapito di coloro che compiono il proprio dovere e che attendono,malgrado il totale silenzio dell’autorità ,un riordinamento,questo come forma di rispetto.

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  3. alberto

    Mi dispiace per chi lavora dentro l’IZS di Teramo e vuole salvaguardare il suo posto di lavoro, ma io da cittadino italiano vedo questa situazione: soldi pubblici e tanti che dal Ministero della Salute vanno all’IZS di Teramo; capi dell’IZS di Teramo che danno una poltrona nel consiglio di amministrazione della nuova fondazione al direttore del Dipartimento di Veterinaria del Ministero che ha autorizzato tali finanziamenti per tanti anni; tanti progetti di ricerca finanziati dai contribuenti ma di questi quanti effettivamente indispensabili e inderogabili per la salute del contribuente? ; e mi chiedo: questi fondi della sanità pubblica perché non sono stati utilizzati per finanziare progetti di ricerca su malattie davvero mortali e debilitanti per l’essere umano e di grande impatto sociale? perché si tagliano fondi ad ospedali e pronto soccorsi ma continua il flusso di soldi verso gli istituti zooprofilattici? La ricerca non deve essere fine a sé stessa o un mero lavoro per universitari che vogliono un posto. Se i soldi scarseggiano si deve dare la priorità ai bisogni reali della gente, si devono dare le barelle ai pronto soccorsi , si devono dare letti agli ospedali. Qualche tempo fa sul web ho trovato che il Ministero della Salute ha prestato per fare prelievi anche i NAS all’IZS di Teramo che così affermava di razionalizzare il personale interno e ‘risparmiare’ salvo poi pagare circa 13.000-15.000 euro per un solo giorno della loro formazione. Se poi i soldi risparmiati da Teramo sono stati usati per bottarga, vini pregiati e gratta e vinci… Queste situazioni devono ormai finire, così come stanno finendo i nostri soldi e la nostra pazienza.

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  4. Flor

    Sul resto si può essere d’accordo, e se si riscontrano illeciti si “deve” essere d’accordo, ma questa è davvero una castroneria dal punto di vista concettuale: “questi fondi della sanità pubblica perché non sono stati utilizzati per finanziare progetti di ricerca su malattie davvero mortali e debilitanti per l’essere umano e di grande impatto sociale? perché si tagliano fondi ad ospedali e pronto soccorsi ma continua il flusso di soldi verso gli istituti zooprofilattici?”
    Egregio Alberto: ha mai sentito parlare di zoonosi? Sono malattie di origine animale trasmissibili all’uomo (dal “semplice” morbillo all’influenza aviaria, dal virus del Nilo Occidentale – di cui l’Istituto di Teramo è centro di referenza a livello mondiale – alla rabbia, passando per l’HIV che molti scienziati ritengono essere di origine animale). Senza la ricerca, soprattutto in ambito veterinario, e senza il lavoro congiunto di medici veterinari e medici umani non c’è speranza di arginarle prima e debellarle poi.
    Ci vorrebbero cautela e conoscenza prima di sparare sentenze prive di fondamento e imbevute di populismo spicciolo.
    Cordiali saluti

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    • alberto

      Oh sì mi ricordo bene della influenza aviaria e del business che si è creato per voi e per le industrie farmaceutiche e di tutti i vaccini che sono stati comprati e mai utilizzati fino alla scadenza e fino ad offrirli a metà prezzo ad altri paesi: della cosa ne parlarono tutti i giornali. Non mi ricordo però di quanti morti ha fatto : forse perché erano davvero pochini. E poi considerando la pacifica e secolare convivenza dei popoli asiatici e africani con polli e altri animali domestici c’è da stupirsi che non siano già tutti morti, se la malattia era tanto virulenta come annunciato.
      Del virus del Nilo occidentale sinceramente non so nulla, ma mi sembra un problema un po’ circoscritto.
      Sull’HIV siamo entrambi daccordo nella necessità di fare ricerca, ma per guarire le persone o per garantire loro una cronicità della malattia e una vita normale o per farne partecipi i popoli più poveri e che hanno meno accesso a farmaci costosi: metterei in secondo piano con questi tempi magri di fondi cercare quale animaletto o scimmietta possa averlo trasmesso per primo.
      Non nego il valore della ricerca in ambito veterinario, ma con misura e per problemi reali di entità reale e non infinitesimale, e questo non deve stornare fondi alle esigenze quotidiane dell’essere umano che ha diritto a una assistenza degna.
      Comunque in un periodo come questo in cui gli ospedali si lamentano che si tagliano risorse, in cui i centri di ricerca si lamentano che non arrivano fondi, sembra che all’IZS di Teramo (non so se vale per gli altri IZS sparsi per l’Italia) i finanziamenti arrivino eccome e in abbondanza se col surplus ci si paga viaggi, vini e cibi pregiati.

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