«Caro Marsilio, ti indico io le priorità»

  - Di Redazione

L’ex presidente D’Alfonso critica la Giunta regionale che non è in grado di individuare le giuste chiavi per il rilancio

PESCARA – ll senatore ed ex presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, è un fiume in piena, ma questa non è una novità, nel corso della conferenza stampa convocata per parlare dello stato delle infrastrutture in Abruzzo, del disegno di legge per itinerari stradali dedicati al trasporto eccezionale come già accade in Emilia Romagna e del potenziamento della banda ultra larga. D’Alfonso ha invitato l’attuale governatore Marco Marsilio a fare scelte mirate e a ripensare la delibera che delinea quelle che sono definite priorità infrastrutturali, più di 60. Sono troppe e si rischia di non attuare nulla. Secondo il senatore, bisogna individuare quattro priorità su strada, due per i porti, quali Ortona e Pescara e puntare sulla direttrice ferroviaria Pescara Roma oltre che sul rilancio dell’Aeroporto con le compagnie a basso costo, alla luce della perdita economica causa emergenza Covid. Tutto questo, chiarisce D’Alfonso, grazie ai soldi che arriveranno in Abruzzo con il Recovery Fund. «Bisogna agire subito, come facemmo noi, ad esempio, con la Fondovalle Sangro». Ma andiamo per ordine. 

I CONSIGLI. L’ex presidente, in estrema sintesi, si sente in dovere di chiarire all’attuale governatore come l’Abruzzo può risollevarsi dalla pandemia. Dispensa consigli come ad un amico insomma, tanto che promette assoluta collaborazione. «Il tema delle infrastrutture, in un momento in cui accanto a quello della pandemia, è al centro della discussione in Italia e in Europa diventa prioritario. In Abruzzo arriveranno soldi grazie al Recovery Fund, ma bisogna fare scelte mirate. La Delibera 337 del 2020 della Regione Abruzzo va ripensata. L’elencazione di priorità fatta dalla Giunta Marsilio somiglia all’acqua corrente (l’acqua Sangemini) perché descrivere 67 priorità come alte priorità della Regione è come dire che tutto sia prioritario o che non lo sia nulla. Dopo 16 mesi dovevano avere il coraggio di compiere scelte di priorità. Dobbiamo aiutare la Regione – e qui D’Alfonso dimostra ancora la necessità si supportare un presidente che a suo parere ha bisogno di una valida guida –  ad individuare le priorità. 

LE PRIORITA’. «Bisogna individuare quattro priorità per la viabilità ordinaria su gomma, due priorità per la linea di comunicazione ferrata e due per l’acqua,  ovvero lo spostamento portuale. C’è poi una grande questione che riguarda i trasporti eccezionali industriali. Rischiano di togliere il diritto alla circolazione . Se dal sito industriale di Chieti bisogna arrivare al porto di Ortona, diventa impossibile per le autorizzazioni previste. Per questo, così come ci sono tracciati dedicati militari in Abruzzo, chiedo al presidente Marsilio di fare una battaglia in conferenza Stato Regioni, affinché l’Abruzzo, come in Emilia Romagna, possa delineare tracciati appositi. L’attuale quadro normativo e, da ultimo, le Linee guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non consentono di contribuire efficacemente al superamento delle criticità emerse rispetto alla procedura autorizzativa dei trasporti eccezionali da parte delle industrie manifatturiere in relazione alla transitabilità di sovrappassi autostradali data la diffusa obsolescenza strutturale della rete viaria. Il mondo industriale chiede da tempo autorizzazioni più flessibili che nell’immediato diano la possibilità di circolare in totale sicurezza e maggiore celerità. 

TRASPORTO SU FERRO. D’Alfonso punta sulla Pescara- Roma con il potenziamento di una zona elettiva Avezzano Sulmona  – Sulmona-Pescara. «Va subito fatto un progetto con Itlafer.  1 miliardo, 556 milioni sono disponibili dal 2016 nella contabilità di competenza. 15 milioni nella contabilità di cassa. Questo va fatto subito a prescindere dal Recovery Fund». 
TRASPORTO SU STRADA. Poi, suggerisce quelle che sono le prime opere che devono al più presto ripartire per le infrastrutture viarie: «La prima opera che può partire dopo la Fondovalle Sangro, sulla quale ci siamo intestarditi e l’abbiamo appaltata, è il 4 lotto della Teramo Mare. Due mesi di lavoro, e può partire. Poi la variante al sistema stradale statale Vasto-San Salvo. Ci sono 48 milioni di euro. Quattro mesi di lavoro e l’opera può andare avanti. Ancora, il prolungamento L’Aquila-Amatrice fino ad incrociare la Salaria. Ancora, la Loreto-Penne per l’accesso al Gran Sasso. Utilizzare al più preso la liquidità di cassa per la Sulmona-L’aquila-Rieti. Inoltre bisogna riconsegnare strade all’Anas. Da anni non c’è alcuna cessione. La prima che deve essere riconsegnata è la Histonia, assetto viario che collega il mare della provincia di Chieti con Agnone, montagna del Molise. Quella strada non la può mantenere la provincia di Chieti, non ha le capacità economiche.  

TRASPORTO MARITTIMO.Per quanto concerne le opere marittime, D’Alfonso suggerisce di appaltare subito i 59 milioni disponibili per il nodo portuale di Ortona e i 39 per quello di Pescara. «Garantiamo – e qui la massima collaborazione dell’ex presidente –  che a differenza del passato, non faremo denunce né comunicati vagabondi». 

BANDA ULTRALARGA. Il parlamentare sottolinea come tra le priorità di Marsilio non sia affatto trattato il tema del’infrasturazione moderna, ovvero la digitalizzazione. Bisogna ciè potenziare la banda ultra larga che attualmente serve solo alcune zone d’Abruzzo come Atessa e alcuni agglomerati metropolitani urbani. Bisogna portarla innanizitutto all’Aquila per servire il comparto produttivo. «Solo così – assicura D’Alfonso dopo aver elencato tutto ciò che è prioritario – l’Abruzzo può vincere la pandemia». Vedremo se Marsilio farà tesoro dei consigli elargiti.

Serena Suriani