Si rianima la discussione sul Borsacchio

  - Di Redazione

Le Guide tornano a criticare il Comune di Roseto dopo il nuovo raid dei vandali all’interno della riserva

ROSETO – Dopo l’ennesima scorribanda all’interno dell’area protetta della Riserva del Borsacchio, l’associazione ambientalista presieduta da Marco Borgatti torna a criticare l’amministrazione comunale sui colpevoli ritardi nell’attivazione della riserva, sui controlli inesistenti e sulla mancanza di un calendario di iniziative estive. A riaccendere gli animi è stata l’ennesima scoperta da parte dei volontari di azioni vandaliche messe a segno ai danni dell’area protetta: per la quinta volta sono stati distrutti alcuni paletti di sicurezza installati a tutela della pista ciclabile, sul lato di Cologna Spiaggia. «Noi non amiamo le polemiche – spiegano i volontari delle Guide del Borsacchio in una nota – Siamo stati pazienti quattro anni, educati, non abbiamo fatto pressioni oltre il dovuto e non abbiamo risposto pubblicamente a critiche. Ci siamo sempre offerti gratuitamente in ogni contesto e abbiamo fatto un lavoro enorme su più campi. Tuttavia, la scusa del Pan non può essere usata per ogni aspetto. Non serve un Pan per pianificare dei controlli, rimettere dei pali o per un calendario eventi. Non serve un Pan per una sede promessa o per pubblicare l’esito di un bando gratuito». I pali in questione vengono costantemente divelti per entrare in riserva con macchine e furgoni, spesso per rubare la legna spiaggiata, sottraendo così materiale vitale per la genesi delle dune e utile a combattere l’erosione costiera. Tra l’altro, negli anni si sono sfiorati incidenti tra ciclisti e veicoli a motore entrati illegalmente nel tratto ciclabile che risulta ormai molto trafficato in ogni ora del giorno e della notte. Anche in questa occasione i volontari delle Guide del Borsacchio si sono offerti al Comune di Roseto degli Abruzzi per sistemare a loro spese i paletti di sicurezza. Tuttavia, l’associazione ambientalista ha deciso di segnalare ufficialmente i danni con un esposto all’ente comunale, restando in attesa di una risposta prima d’intervenire per ripristinare i pali. Una presa di posizione dettata dal comportamento distaccato dell’amministrazione nei confronti delle problematiche della riserva, andata avanti per anni con il solo volontariato delle Guide, che hanno lavorato senza alcun tipo di convenzione o affidamento. «Teniamo a ricordare che il Comune sta tardando senza motivo sull’affidamento dei servizi escursionistici, di tutela e di promozione – continuano i volontari – Un bando terminato a fine 2019 che non dà contributi e addirittura gira le spese all’associazione affidataria. Le Guide del Borsacchio hanno risposto con un progetto di rete con 20 grandi associazioni. Probabilmente l’unico progetto di un gruppo di “folli” che sceglie di lavorare gratis per mantenere in vita una riserva in attesa di un Pan e di una gestione. Purtroppo, le specie protette, le dune e la fauna non aspettano il Pan e la loro tutela e conservazione non può essere rimandata. Per questo siamo in campo da 15 anni. Ricordiamo anche che nel 2018 l’attuale amministrazione si era impegnata, riconoscendo l’enorme lavoro svolto negli anni, a fornire una sede che non è mai arrivata. Decine di richieste d’incontro, anche sul tema della gestione post Covid delle spiagge in Riserva, inevase. Il comune non ha nemmeno evaso le richieste di accesso agli atti. Un fatto di gravità assoluta. In una stagione dove tutti puntano sulle risorse naturali per un turismo sostenibile non siamo nemmeno riusciti a ottenere un incontro». Quest’anno, intanto, grazie al lavoro svolto dai volontari e dalla rete associativa, la Riserva del Borsacchio è stata individuata come sede delle giornate FAI e ospiterà anche due Erasmus. A breve inoltre verrà pubblicato il calendario di livello nazionale con i patrocini di Regione e Provincia come ogni anno, senza contributi o riconoscimenti. «Il problema che viviamo ogni estate è devastante – concludono le Guide del Borsacchio – Il bando era vitale per le attività di crowdfunding, per sostenere i 19 progetti di tutela in corso, per le attività di promozione e valorizzazione e per snellire l’enorme iter burocratico che dobbiamo ogni volta svolgere singolarmente. Immaginate il lavoro svolto nel muoversi con singole autorizzazioni per le oltre 700 iniziative di questi anni».

Alessandro De Sanctis