Assembramenti, ed è subito menefreghismo

  - Di Redazione

C’è chi pensa che il coronavirus sia acqua passata. Purtroppo non è così. E serve prudenza. Il caso di piazza Orsini

TERAMO – Prosegue la guerra ai temutissimi assembramenti per i quali, croce e delizia, tornano ad essere punti di attrazione alcune zone attigue ai bar del centro (e non solo), così come ha denunciato l’intervento della Polizia locale che, mercoledì sera, ha portato a dover riperimetrare nuovamente con il nastro segnaletico biancorosso i giardini di piazza Orsini. Giardini che erano tornati a presentarsi, per l’occasione, molto “abitati” esattamente come accadeva ai vecchi tempi quando il Coronavirus non popolava neppure gli incubi dei teramani. Un episodio spiacevole, certo, ma indicativo di quanto – in questa ancora delicata fase 2 – si sta ora verificando, complice anche la percezione (avvertita da molti) che il grosso del pericolo sia passato. Quantoi si registra torna infatti a puntare l’attenzione sul comportamento dei giovani, meglio su un prototipo specifico di giovane e cioè quello più convinto che l’emergenza Covid 19 sia passata e che, se pure non lo fosse, tanto a me non attacca. Così se a piazza Orsini si è messo un freno, anche altre zone appena più defilate dimostrano di prestarsi assai bene, vedi i giardini di Porta Madonna dove, la sera, birrette alla mano e complici del fatto che dopo una certa ora viene meno il controllo dei Vigili urbani, ci si può ritrovare per un amicale assembramento che non passa inosservato. Altro prevedibile nervo scoperto è poi il parco fluviale, in particolare nel suo cuore più verde ed è quello che da sotto al Lidl risale fino all’area dell’agility dog. Anche in questo caso si tratta di giovanissimi e c’è chi si “assembra” perfino vicino alla cascatella del fiume, per riposarsi e refrigerarsi da una corsetta, standosene vicini vicini. Senza mascherina o con mascherina abbassata sotto il mento. In questa fase punta a proporsi ancora come deterrente l’azione degli agenti della Polizia locale, che contano sul fattore della loro presenza per scoraggiare i comportamenti non rispettosi del distanziamento sociale. Gli stessi agenti che, però, non lesinano controlli alle auto sull’effettiva appartenenza ad uno stesso nucleo familiare, quando il passeggero siede al fianco del conducente. Occhio.

Patrizia Lombardi