Addio al vecchio “spaccio” di Miano, chiude dopo 53 anni

“La Città” lo aveva anticipato da tempo, questo “spicchio” triste della storia e della vita di Miano. Miano, la frazione più distante dal centro della città ma anche quella che sta continuando più visibilmente di altre a perdere pezzi, uno dietro l’altro, e a vedersi inevitabilmente minato l’appeal di luogo potenzialmente felice dove scegliere di andare, o anche solo restare, ad abitare. Già, perché ieri mattina  l’”emporio”, l’unico negozio esistente a Miano, ha chiuso definitivamente i battenti dopo aver “trascinato” per qualche tempo l’apertura solo mezza giornata nello sforzo massimo di contenere i costi. Un capitolo triste che il consigliere del Pd, Maurizio Verna, che della frazione è riferimento sui banchi del Consiglio, ha aperto sulla sua pagina di Fb. E’ qui che campeggiano infatti gli scatti fotografici che raccontano la storia di questo singolare esercizio commerciale, “vecchio” oramai di 53 anni. La foto dell’autorizzazione rilasciata dal Comune per lk’apertura dell’esercizio. La fotografia dell’emporio visto dall’esterno, proprio così come ti immagineresti debba essere un negozio di un paese, con le tende di plastica, in estate e le serrande grige, e con da sempre l’obiettivo di dare risposte “trasversali”, dai generi alimentari ai detersivi, a quelle che potevano essere le urgenze di chi in quel paese avesse scelto di rimanere a vivere. E poi, malinconica, la foto degli scaffali quasi del tutto svuotati e che nell’ultimo periodo hanno, come accade in questi casi, visto assottigliarsi la merce. “Superstiti”, una bottiglia di limoncello e una confezione di budino, quattro di caffè, le scatolette ordinate dei dadi, il latte, la pasta. Tutte quelle piccole “cose”, insomma, che, per cinquant’anni, la comunità mianese ha saputo, all’occorrenza, dove poter trovare senza “spingersi” fino ad arrivare al paese più vicino. Ma questo prima che aprissero i centri commerciali cittadini e che strizzassero l’occhio i discount nati nelle frazioni vicine. “Miano, ore 13: dopo 53 anni chiude la Cooperativa Progresso Mianese”, scrive così Verna su Fb e accompagna il tutto con il commento di una faccina triste da social network. «Il fatto è – spiega – che in paese la tristezza è vera e non virtuale, e che questo per la comunità è un giorno buio visto che il negozio nato dall’idea di una Cooperativa era stato per anni punto di riferimento oltre che, se vogliamo, una piccola anticipazione sui tempi». Perché in quel negozio, a ben vedere, proprio perché rimandava ad una Cooperativa , “titolari” lo erano un po’ tutti i mianesi. «Mi fa male parlarne oggi», sintetizza Verna che la sua battaglia perché Miano non perdesse pezzi l’ha cavalcata da subito, incalzando con ostinazione anche quando realisticamente le possibilità di farcela erano sottilissime. Come nel caso di riuscire a scongiurare che venisse chiusa la scuola dell’infanzia, impallinata dal programma di ridimensionamento voluto dal Ministro Gelmini, oltre che da un numero piccolo piccolo di iscrizioni: scuola che, a settembre, nemmeno lei riaprirà i battenti. Niente più scuola, niente più ufficio postale, anche lui finito nella black list della Direzione provinciale delle Poste in quanto a chiusure e, già da ieri, niente più unico negozio del paese. Paese che diventa un po’ più spento, a dispetto delle parole di chi continua a deprecare la “morte” dei paesi e a decantare bellezza e fascino di vivere in un posto così. Un posto bello, certo, ma sempre meno vissuto e le chiacchiere, si sa, restano malinconicamente a zero.

Una risposta a “Addio al vecchio “spaccio” di Miano, chiude dopo 53 anni”

  1. aldo

    Ormai i piccoli paesi sono destinati a spopolarsi ,perche’ le esigenze delle famiglie sono cambiate, portare i (figli a scuola ,in piscina,a scuola calcio,a danza ,ecc..ecc…) e con i costi di trasporto che ci sono i cittadini preferiscono abitare in citta’ o in paesi grandi dove ci sono i servizi,questa io credo e’ la vera realta’ dello spopolamento dei piccoli centri,bisogna farsene una ragione perche’ nessuno di noi vuol privare i propri figli di servizi o attivita’ sportive , e inutile fare demagogia.Poi voi ammin.tori avete permesso con le v/s politiche liberiste di far aprire centri commerciali in tutti gli angoli delle citta’ e adesso fate i mea culpa perche’la cooperativa Mianese chiude ….ma mi faccia il piacere diceva il grande Toto’…

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