Ultimatum alla Gran Sasso Teramano

  - Di Redazione

Per i mancati pagamenti dei canoni di concessione l’Asbuc invia una diffida alla proprietaria degli impianti

PIETRACAMELA – La pazienza è finita. O si pagano i debiti o si va a casa. Arriva netto, dopo anni di tira e molla, di attese e accordi non mantenuti, l’ultimatum dell’ Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico di Pietracamela (l’Asbuc) alla Gran Sasso Teramano Spa, società pubblica proprietaria della cabinovia e della seggiovia dei Prati di Tivo che da tempo non paga i canoni di concessione dei terreni proprio all’Asbuc. Debiti e ritardi che di qui a breve potrebbero portare ad una risoluzione del contratto fra le parti che si tradurrebbe con lo sfratto degli impianti e dunque la chiusura. Con le conseguenze, sociali ed economiche, che ciò avrebbe sul territorio montano.

LA DIFFIDA. Il reiterato mancato pagamento dei canoni di concessione ha spinto l’Asbuc ad inviare alla Gran Sasso Teramano una diffida tramite lo studio legale Biocca. A renderlo noto è Paride Tudisco, presidente Asbuc, in una lunga nota inviata ai mezzi di informazione. Una decisione, quella di adire le vie legali, presa con “rammarico”: alla diffida, che invita la controparte a saldare i debiti, seguirà la risoluzione per inadempimento del contratto di concessione dei terreni appartenenti al Demanio Civico di Pietracamela su cui insistono le attività scioviarie.“Le motivazioni che hanno indotto tale azione sono riconducibili non solo al mancato pagamento dei canoni dovuti dalla Gran Sasso Teramano S.p.a., ma, soprattutto, alla totale mancanza di volontà dimostrata dalla Società concessionaria – spiega Tudisco -. AI fine di regolarizzare le inadempienze pregresse, nel 2014 fu sottoscritto alla presenza dell’ Assessore Regionale alle Politiche Agricole Dino Pepe un primo accordo con il quale la Gran Sasso Teramano si impegnava a sanare i canoni pregressi peraltro mai onorati nonostante i ripetuti solleciti e alla definizione dei canoni futuri. Diverse richieste di pagamento dei canoni sono state notificate negli anni dall’ Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico di Pietracamela, che, in assenza di riscontri protratti nel tempo e in mancanza delle necessarie risorse finaziarie, non ha potuto svolgere gli ordinari lavori di manutenzione necessari sul territorio e realizzare opere pubbliche come programmato, problematica dalla quale è scaturita una giustificata protesta da parte dei frazionisti residenti nel Comune di Pietracamela. In ultimo, in ordine temporale, al fine di addivenire ad una soluzione bonaria, è stata posta in essere una mediazione presso la Camera di Commercio supportata dallo Studio Legale Biocca per conto dell’ Amministrazione Separata di Pietracamela e durante la quale, il rappresentate legale delegato dalla Società Gran Sasso Teramano S.p.a., Avvocato Divinangelo D’Alesio, ha dichiarato che il liquidatore della stessa, Dottor Di Natale Gabriele, non fosse disponibile a portare a termine nessun accordo per la liquidazione del pagamento dell’ingente debito. La decisione assunta dalla Gran Sasso Teramano non lascia scelta a questa Amministrazione costringendola, pertanto, a porre in essere le operazioni necessarie al fine di risolvere il contratto di concessione. Tale iniziativa è finalizzata alla salvaguardia degli interessi di un territorio, già martoriato da eventi sismici e atmosferici negativi ulteriormente depauperato dalla mala gestio della suddetta Società”.

IMPIANTI MAL GESTITI. Tudisco rileva come l’importante impianto dei Prati sia stato mal gestito negli anni, al punto da non diventare mai un vero volano per l’economia turistica del territorio. “La mancanza di organizzazione e programmazione, i vari disservizi, l’alternarsi delle aperture in ritardo rispetto ai canonici inizi stagionali turistici, sia invernali che estivi, non hanno mai permesso un vero sviluppo turistico e una seria programmazione di pacchetti turistici da parte degli operatori del settore – scrive Tudisco -. La politica gestionale messa in campo dalla Soc. Gran Sasso Teramano, ha di fatto ridotto al minimo l’affluenza turistica, facendo disamorare e migrare in altre località turistiche i tanti utenti che frequentavano il territorio di Prati di Tivo, così come è accaduto nella località di Prato Selva nel Comune di Fano Adriano, dove gli impianti, sempre di proprietà della Gran sasso Teramano, sono addirittura abbandonati da anni e ormai non più utilizzabili”. 

TANTE CRITICITA’. “Gli impianti dei Prati di Tivo presentano numerose criticità e incongruenze progettuali, quali ad esempio la mancanza delle opere accessorie – scrive Tudisco -. Infatti è noto che manca un hangar di rimessaggio per conservare le attrezzature per custodire i cannoni per l’innevamento artificiale (peraltro non funzionanti), per proteggere i tre battipista e per fare assistenza e manutenzione agli stessi o per custodire le sedute delle seggiovie che oggi vengono adagiate semplicemente sul prato per tutto il periodo estivo, provocando un deterioramento causato dagli agenti atmosferici e ad atti vandalici. Tutti costi di manutenzione di cui sopra sono tutti a carico della Società e non si parla di pochi Euro! Per non parlare del problema tutt’altro che risolto delle pompe ad immersione, atte al funzionamento dell’impianto di innevamento artificiale, da riposizionare nel bacino di raccolta delle acque della sorgente del Rio Arno (ad oggi non ne parla più nessuno). Ed infine c’è la situazione assurda della seconda stazione di pompaggio sempre per l’innevamento artificiale, realizzata sempre con soldi pubblici, all’interno di un locale privato”. 

LE CONSEGUENZE DELLA DIFFIDA. Scrive ancora Tudisco nella sua nota: “Sicuramente questa azione verrà contestata da molti, compreso qualche operatore turistico. A costoro l’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico di Pietracamela può certamente dire che l’azione messa in campo è l’unica possibile, paradossalmente la meno traumatica per il territorio, fermo restando che in questa situazione l’ Amministrazione ha anche in suo favore un decreto ingiuntivo esecutivo emesso dal Tribunale di Teramo, relativo ad una parte dei crediti vantati, con il quale è possibile proporre azioni esecutive immediate sui beni della Gran Sasso Teramano S.p.a., bloccando di fatto le gare di vendita degli impianti di proprietà della Società stessa, decise dall’assemblea dei soci e messe in esecuzione dal liquidatore Dott. Di Natale Gabriele con ribassi del 25% ad ogni nuova asta indetta, fino ad arrivare all’ultima gara che scadrà a settembre prossimo, a seguito della quale, se nessuno avrà rilevato gli impianti, assisteremo alla probabile morte dei Prati di Tivo”. 

L’APPELLO. Il presidente dell’Asbuc ricorda come nessuno, Provincia di Teramo (socio di maggioranza), abbia dato la disponibilità di un intervento economico per risanare il bilancio della Società. “Pertanto, l’unico appello che possiamo fare a tutti gli Enti interessati quali soci della Gran Sasso Teramano è quello di intercedere al fine di supportare il territorio nel trovare una compagine imprenditoriale che sia disposta ad investire nel nostro territorio per il rilancio dello stesso, considerando le numerose possibilità di sviluppo. Si esorta Il Presidente della Provincia di Teramo, il Sindaco del Comune di Pietracamela, il Sindaco del Comune di Fano Adriano, ad esporsi in ammissioni pubbliche e nell’essere pronti come Enti sul territorio nel supportare e nel rendere veramente sostenibile la gestione di questi impianti, perché solo creando un clima sereno e propositivo potremo sperare in un rilancio serio e duraturo delle zone montane”.

Veronica Marcattili