Giustizia bloccata: avvocati in piazza

  - Di Redazione

Anche a Teramo mobilitazione delle toghe contro l’organizzazione della Fase 2

TERAMO – La Fase2 dell’emergenza Covid19 ha visto ripartire praticamente tutto: dai bar ai ristoranti fino alle palestre, ma l’attività giudiziaria resta sospesa. Ferma al palo coi suoi milioni di fascicoli e procedimenti, bloccata in quella che, di fatto, è ancora la Fase1 per il mondo della giustizia. 

Una situazione che non va giù agli avvocati italiani che domani scenderanno in piazza per chiedere più considerazione per un settore chiave del Paese che coinvolge le vite e le professionalità di migliaia e migliaia di cittadini. Anche le toghe teramane si mobiliteranno: dalle ore 10, su iniziativa degli avvocati Cataldo Mariano e Franco Patella, si terrà un presidio in largo Madonna delle Grazie, proprio accanto al Palazzo di Giustizia di Teramo. 

Non si tratta di una “manifestazione contro” qualcuno o qualcosa, ci tiene a sottolineare l’avvocato Mariano, ma di una iniziativa “per” accendere i riflettori sul sistema giudiziario e sulle difficoltà oggettive nel garantire  servizi che sono essenziali. «Quello di domani sarà un presidio che si svolgerà nel rispetto delle regole del distanziamento sociale: ci siamo mossi con tutte le autorizzazioni del caso. Un grazie lo rivolgiamo alla Questura e al Comune di Teramo che tramite l’assessore Maurizio Verna ci ha concesso gli spazi adiacenti al Tribunale», aggiunge l’avvocato Mariano.

Gli accessi in Tribunale sono macchinosi, così come quelli agli sportelli e cancellerie. Per acquisire copie di documenti e sentenze servono appuntamenti che vengono fissati a distanza di diverse settimane dalla richiesta. Le udienze civili si svolgono in remoto, quelle penali sono ancora in un lombo di incertezza: quelle che si dovevano svolgere nei mesi di marzo e aprile sono state rinviate a giugno ma «in moltissimi casi verranno nuovamente rinviate a dopo l’estate», aggiunge l’avvocato Mariano. L’organizzazione della ripresa, secondo le toghe che domani saranno in piazza, non è stata pianificata a dovere e le conseguenze sono: blocco della macchina giudiziaria e blocco del lavoro degli avvocati. Questo secondo aspetto sta creando forti e concreti problemi soprattutto ai professionisti più giovani: molti di loro iniziano ad avere concrete difficoltà ad arrivare a fine mese e c’è chi sta valutando di abbandonare la professione chiudendo lo studio legale avviato con tanti sacrifici. 

Gli avvocati parlano di un blocco ingiustificato della giustizia e chiedono interventi rapidi e incisivi. Oggi il flash mob, fissato per le 12, coinvolgerà numerosi tribunali italiani. A Roma si svolgerà dinanzi alla Corte di Cassazione.

Veronica Marcattili